L’Aquila: che delusione!

 

Oggi è stato una delle giornate più deludenti di questi ultimi anni di stadio. Mi riferisco alla partita L’Aquila – Castel di Sangro, partita dove abbiamo presenziato coi fratelli giallorossi. Devo dire che noi già da molti mesi pregustavamo la trasferta al Fattori, una trasferta che sapeva di vecchi ricordi e di vecchie ruggini…la nostra macchinata era più che cosciente che poteva capitare qualcosa (vecchi scazzi tra noi e gli Aquilani, per non parlare di quelli col Castello e coi Celanesi, anche loro presenti), ma stavolta posso garantire che era pronta a tutto…il risultato è che gli Aquilani non si sono visti né dentro né fuori lo stadio, e soprattutto al di fuori ce li aspettavamo, questo è sicuro. Dentro lo stadio, non dico vuoto ma quasi, abbiamo fatto un buon tifo, soprattutto nel primo tempo, e gli spettatori locali presenti si sono incassati tutte le offese possibili e immaginabili…

Tutto ciò, personalmente, mi ha dato molto da pensare…ricordo gli Aquilani, ai tempi della serie D, che si facevano le trasferte in 3 come noi, li ricordo scarsissimi anche in serie C2 (con Red Blue Eagles "78" mai pervenuto), pochi in casa ma coi NAM che presenziavano più meno ovunque…e ricordo anche l’inesistente mentalità loro quando ci offesero senza motivo in una anonima partita di Coppa Italia di serie C. Poi per loro arrivarono i 2/3 anni di gloria (per modo di dire) in serie C1, anni in cui improvvisamente la loro curva si riempì e cominciarono a presenziare in trasferta in buon numero…così gli Aquilani, dopo anni e anni di schiaffi presi un pò ovunque, iniziarono ad avere la puzza sotto al naso, proclamandosi come grande tifoseria, a sentire loro erano sempre i migliori dentro e fuori il campo, ma già dal secondo anno di C1 si è cominciata a capire la loro reale dimensione…io me li ricordo benissimo gli Aquilani della C1, quelli che non calcolavano mai nessuno ma poi puntualmente calcolavano tutti, quelli degli scontri sempre e ovunque (chiaramente nulla, anche se negli anni della C avevano un pò di gente pesante) quando poi sono anche miseramente scappati in casa da quelli della Torres arrivati a mezzogiorno.

Oggi, a fine 2007, gli Aquilani hanno smesso di seguire, al terzo (se non sbaglio) anno di eccellenza…dopo anni di decadenza, gli ultras rossoblu’ hanno reso noto, con un comunicato, "Mai più in eccellenza", di voler abbandonare le sorti dell’Aquila Calcio fino a categorie più degne…ora, quello che io mi chiedo è: ma questa gente, che in C1 si vantava di avere una tradizione che non ha mai avuto e di una mentalità da invidiare, come cazzo fa a ragionare così? Cosa cazzo vuol dire che l’Eccellenza è troppo poco per loro? E allora cosa devono dire i nostri fratelli sangrini che dopo anni di C, per non parlare della B, si sono fatti 2 anni di promozione abruzzese senza battere ciglio e presenziando sempre, magari contestando ma senza mancare mai? E cosa dobbiamo dire noi, che continuiamo a restare un gruppo unito senza neanche averla la squadra? Noi che ci andrebbe bene una qualsiasi categoria? Forse gente tipo gli Aquilani dovrebbero capire che al giorno d’oggi è già una fortuna avercela una squadra! E dovrebbero anche capire che, col decreto Amato, è un lusso farsi i campionati dilettantistici! Anzi, dovesse veramente ripartire la Lodigiani, io in serie C non ci voglio più andare, almeno finché resteranno queste norme…

Mai più in eccellenza? Agli Aquilani consiglio vivamente di non farsi vedere mai più in senso lato, né ora né mai…la loro mancanza di umiltà è figlia di una mancanza totale di tradizione ultrà! Io oggi sono veramente deluso, speravo di ritrovare in una partita il sapore d’altri tempi, invece mi sono reso amaramente conto che l’unica maniera per rivivere certe sensazioni sarà, forse, riavere la nostra squadra!


AQUILA…LA SOLITA GITARELLA FUORIPORTA…


Nuova Lodigiani, il ritorno
Il dg Ceci: La filosofia è la stessa di un tempo, massima attenzione per i giovani


ROMA – Parte domani, con una presen­tazione in grande stile, l’attivitа agonisti­ca della scuola calcio della Nuova Lodi­giani. Soliti colori biancorossi, solita pas­sione, solita grande attenzione per il set­tore giovanile, la societа romana, nata tre anni fa, cerca di rinverdire i vecchi fasti. Cosм il complesso sportivo de La Borghe­siana è stato rinnovato ulteriormente, con il pensionamento dei campi in terra e l’adozione di quelli in erba sintetica.

«Abbiamo deciso di riprendere il vec­chio nome
– spiega il direttore generale Tonino Ceci – nel momento in cui la Ci­sco ha cambiato il suo togliendo il suffis­so Lodigiani ed immettendo quello della cittа. Siamo partiti senza fare proclami ed adesso abbiamo 360 bambini e 5 squa­dre dai giovanissimi agli juniores, com­presi gli allievi regionali, categoria con­quistata lo scorso anno » .

Il vero fiore all’occhiello è sempre sta­to il settore giovanile.
«E vogliamo con­tinuare su questa strada – afferma sicu­ro Ceci – poichè la nostra filosofia è di avere ragazzi in grado di giocare in pri­ma squadra, fare carriera e lanciarli in A » . Il progetto, quantomai ambizioso, prevede proprio l’acquisto di un titolo (dalla promozione in su) che possa con­sentire alla Nuova Lodigiani di tornare in breve tempo nel calcio che conta e mettere in mostra i suoi gioiellini, pro­prio come fece la societа biancorossa an­ni addietro quando, nelle sue fila, milita­rono giocatori come Totti, Toni, Di Dona­to, Savini e Pratali, tanto per citarne al­cuni.
Certo per ora non c’è la coppia Giusep­pe Malvicini-Enrico Borgia, non c’è quel Rinaldo Sagramola che, nel frattempo, è arrivato in serie A, ma non и escluso che in un futuro prossimo ( quando, cioè, ci sarа una prima squadra) il terzetto che fece le fortune dell’allora Lodigiani non si ricomponga per tentare l’ennesima scommessa.

PRESENTE
– Il presente, invece, si chia­ma Silvio Salini, 55 anni, imprenditore nonchй presidente della seconda circo­scrizione. Sarа lui il nuovo presidente al posto di Umberto Petrucci che lascia la carica per motivi di lavoro.
FESTA
– Nell’ultimo sabato di ottobre, perт, la festa и dedicata alla scuola cal­cio. Il programma di domani prevede una sfilata dei bambini a partire dalle 15.30, un ricco buffet ed una cena con tutte le autoritа, sportive e politiche, che parteciperanno all’evento. Invitati, tra gli altri, il sindaco Veltroni, gli assessori al­lo sport di Comune (delegato Gianni Ri­vera), Provincia (Adriano Panatta) e Re­gione (Giulia Rodano), il presidente del CrLazio Zarelli, i segretari della Nazio­nale di Donadoni, Mauro Vladovich e del settore giovanile scolastico, Barbara Be­nedetti. Si prevede un’affluenza di oltre 1000 persone.
BORGHESIANA
– Tutta l’attivitа delle squadre della Nuova Lodigiani si svolge­rа nel centro sportivo La Borghesiana. Anche la Cisco Roma, la settimana pros­sima, si allenerа nell’impianto dei bian­corossi in quanto al Francesca Gianni so­no previsti dei lavori per il rifacimento del manto erboso.
Mario
Gaetano/infopress

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…CIOE’…IO VE DICO SOLO UNA COSA…CHE DOVETE FA? QUELLI DALLA LAMA FACILE VE? NIENTE! I CONTROLLORI ATAC? MONGOLOIDI!

atac da domani esci con noi…GRATIS!


 

"IO NON LA DO CASUALmente…e tantomeno agli SPASTICI!"

uuuuuuaaaaaaahhhhh!!!

la vostra Lodigian’s Girl


Curve…di un certo livello

 

Continuando la nostra scoperta del mondo ultras, in particolare le realtà più di spessore e di rilievo negli ultimi tempi, non poteva mancare all’appello una curva davvero in gran spolvero che si sta facendo apprezzare negli ultimi tempi nel panorama ultrà nazionale e non. Stiamo parlando della Curva Nord romana del Flaminio al seguito della Cisco Roma, coordinata da un gruppo di cui sentiremo parlare a lungo, i Bad Side.

 

Non vogliamo, noi attenti osservatori dei fenomeni ultras, soffermarci troppo sulla squadra in questione, ma già il nome dice tutto: la storica formazione romana della Cisco Roma è conosciuta e apprezzata da tutti gli addetti ai lavori e appassionati di sport; e questo non solo per i grandi traguardi sportivi raggiunti, come le numerose promozioni ottenute “sul campo” di anno in anno che l’hanno condotta nel calcio che conta, ma anche per la grande considerazione che la società ripone nei propri fans, rispettando sempre e comunque le loro posizioni e perseguendo gli ideali della tradizione e del rispetto dei valori sportivi. La storica e gloriosa compagine capitolina, cui vanto è tra l’altro il non aver mai realizzato fusioni quanto mai ambigue nell’ambito calcistico, ha da sempre un simbolo che è tutto un programma, un simpatico e quanto mai agguerrito tigrotto che simboleggia la tenacia e la capacità dei giocatori in campo e che ormai designa per tutti la società Cisco.

 

Ma non vogliamo annoiare i nostri amici lettori con queste notizie che tra l’altro sono note a tutti data l’importanza e la diffusione del Cisco-pensiero a Roma e non. Volete leggere di ultras, ecco ora avrete pane per i vostri denti. La tifoseria si posiziona in Curva Nord nello stadio Flaminio, a due passi dall’Olimpico: la vicinanza con il teatro di Roma e Lazio, più blasonate della Cisco solo per ora, non deve trarre in inganno poiché i ragazzi della Cisco seguono fedelmente e passionalmente esclusivamente la Cisco, senza interessarsi né di Roma né di Lazio…né tantomeno di altri sport di cui la città è piena. Per esempio se parlate di basket coi ragazzi, loro non sapranno nemmeno il nome della squadra romana! Tralasciando questi problemi che riguardano curve di altro tipo, parliamo della conformazione della tifoseria: il gruppo principale è lo storico Bad Side, uno dei più antichi e rispettati nella capitale. Qui confluiscono la maggior parte dei fans poiché è il gruppo più in vista e più organizzato, vero fiore all’occhiello del settore. Lo striscione con lo stemmino tricolore ci fa inequivocabilmente capire che si tratta di gente con mentalità e con valori. Ma una curva così importante e popolata non può essere formata da un solo, seppur fantastico, gruppo: ecco allora la seconda anima del tifo biancorosso, la C.R. Crew acronimo difficile da decifrare che sta nientemeno per Cisco Roma Crew. Si tratta di un gruppo elitario, ristretto ma massiccio e coerente, l’anima casual lo connota e l’amore per la storica Cisco lo contraddistingue. Altro gruppo di assoluto livello è rappresentato dagli Ultras Cisco, striscione con scritta nera su tricolore, la parte più spavalda, dura e pura dei sostenitori romani.

 

Facendo un discorso più ampio, c’è da rimarcare l’assoluta purezza degli ultras della Cisco. Parole come business, merchandising, addirittura ultras stipendiati non possono trovare posto sugli spalti del Flaminio. Vanno avanti per la loro strada, senza farsi aiutare da nessuno, nemmeno dalla società che tanto ha fatto e fa per la propria tifoseria; si capisce che stiamo parlando di gente guidata da ragazzi seri, che non pensano al lucro e ai guadagni, che semmai possono riguardare squadre infangate da squallide storie e non la pulita grande Cisco. Addirittura si pensa, giustamente, che il famoso stendardo degli scafatesi “mai stati finanziati” sia stato copiato dagli ultras della Cisco che lo inventarono in tempi non sospetti, avendo tutte le caratteristiche per poterlo esporre! E poi i fans della Cisco sono già splendidi così senza aiuti! Il numero è di quelli importanti, ma quello può anche non essere indicativo. Il tifo canoro è il fiore all’occhiello del loro repertorio, tifo assordante 90 minuti, cori originalissimi e nuovissimi assolutamente mai ripresi dalle altre 2 curve romane, mentalità perché anche sotto loro cantano comunque. Insomma farsi sentire al Flaminio è impresa ardua! Ma anche sotto l’aspetto coreografico il settore è sempre uno spettacolo, sciarpate e bandiere da far venire i brividi. Gli stendardi forse sono la caratteristica regina della storica tifoseria della storica Cisco Roma: bandiere a due aste tutte una diversa dall’altra, con colori e scritte originali e varie; e i messaggi sono troppo arguti e intelligenti: si va dall’originale e mai visto “’nd annamo dominamo” della famosa Banda Mascagni al “voi col monopoli noi con minopoli” esposto intelligentemente contro il Monopoli e i suoi scarsi ultras, dal classico ma mai ripetitivo “diffidati con noi” all’ “alcol sesso e cisco…impazzisco” che intriga e compiace l’ultras moderno che è in tutti noi.

 

Essendo la piazza della storica Cisco una piazza anche turbolenta ed esigente, venire a Roma può non essere una visita di piacere; i Bad Side sono conosciuti anche per questo, per i loro “movimenti”. Anche per questo il gruppo conta diversi problemi con le forze dell’ordine sempre più in difficoltà nel controllare l’onda biancorossa che ha pervaso Roma. Non per questo qualcuno di loro ha subito il provvedimento della diffida a causa per esempio di un’azione molto ultras e molto leale, il lancio di un rauto in campo. Chi combatte in questi bei modi la repressione, lo sappiamo bene amici ultrà, può poi subirne le conseguenze.

 

Per quanto riguarda la politica, il gruppo sembra non avere una connotazione spiccata, mai affermata dai diretti interessati che anzi sui forum di internet in una qualche occasione han rivendicato la propria apoliticità: pertanto non pensate che i ragazzi si lascino andare a saluti romani a ruota libera come fanno troppo spesso i bulletti che vogliono fare i duri…né che, invece di sventolare il tricolore, si sventoli il tricolore con l’aquila imperiale e il fascio littorio. Se credete questo vi sbagliate di grosso.

 

Detto della situazione in casa, un ultimo appunto: in curva ci entra solo gente seria e con un certo spessore, quindi non c’è spazio per bambini e intere squadre di scuole calcio tutti vestiti con la tuta uguale. Solo tanti veri ultras. In trasferta la tifoseria della Cisco si sta facendo rispettare sempre più, grazie ai sacrifici e all’impegno dei suoi meravigliosi tifosi che la seguono ovunque. Sin dai primi giorni della nascita del gruppo (che si perde nella notte dei tempi per quanto è longevo) gli ultras hanno effettuato tutte le trasferte, dalla Sicilia alla Romagna dalla Puglia alla Sardegna. Alzi la mano chi può dire di non averli visti in trasferta questi passionali e fedeli ragazzi. Tratto distintivo però è l’assoluta autonomia e indipendenza dalla società nell’effettuare le trasferte: come un vero ultras, il supporter della Cisco ci va con mezzi propri o con pullman assolutamente non pagati dalla società. A tal proposito circola una voce messa in giro da alcuni individui equivoci e birboni che vogliono definirsi ultras, che hanno infangato il “nostro” gruppo dicendo di effettuare le trasferte in appoggio con la società, per esempio a Ravenna ai play off con tutto pagato: nulla di più falso! Vi pare che dei veri ultras come quelli descritti fino ad ora possano cedere a compromessi e accordi con la società?!

Il gruppo quindi ha tutte le carte in regola per divenire un punto di riferimento nel mondo ultrà di tutta Italia. E pensare che il tutto nacque in modo spontaneo e naturale: per esempio non è affatto successo che un dirigente della società, preoccupato della mancanza di tifo per la sua gloriosa squadra, abbia voluto creare dal nulla un gruppo ultras, incaricando alcuni ragazzi che nulla c’entravano con quella squadra di trovare la gente, quasi che si trattasse di una discoteca coi suoi p.r. E’ successo tutto in modo libero e splendidamente ultras, per questi meravigliosi ragazzi. Sembra un sogno ultras, ma è tutto vero…

 

(Per chi non l’avesse capito, il tutto è sarcastico)


ALLA (RI)SCOPERTA DEL NOSTRO SITO


La recente rinfrescata grafica della home page e l’aggiornamento di alcune pagine rimaste ferme da tempo, offrono l’occasione per riscoprire alcune pagine del sito, alcune più conosciute, altre più dimenticate. Un viaggio, fra aneddoti e retroscena, che spiega il perché del successo del nostro sito.

SECONDA PUNTATA: IL MANIFESTO DEGLI ULTRA’LODIGIANI

"“Non è forte chi è in piedi, ma chi cade e ha la forza di rialzarsi”

"Non mollare, questo è l’imperativo!

Nonostante tutto, non basteranno i boicottaggi, non basterà la sfortuna, non basterà il silenzio che ci avvolge, essere amanti di queste colori significa soffrire, chi ci tiene sarà disposto a soffrire ancora.
Guardatevi negli occhi, è vero siamo pochi ma non importa, importa l’infinito amore per la nostra squadra, esiste solo il nostro animo ultrà, essere oltre in una città che ci snobba, credere in degli ideali che non si spegneranno mai nelle mode.

Saremo pochi, ma ovunque  le nostre pezze ci saranno sempre, noi ce ne freghiamo della stampa, ce ne freghiamo della società, ce ne freghiamo di chi ci usa, noi ci siamo e ci saremo sempre.
E’ questo il momento, chi tiene alla Causa Lodigiani non deve tirarsi indietro, fieri di essere una orgogliosa minoranza, fieri di essere figli della capitale, non vi chiediamo l’impossibile, non vi chiediamo l’onnipresenza, se siete disposti alla sfida, scendete in campo e date il meglio di quanto potete.

Per noi non conta la categoria, non conta il nostro numero, importa esserci nonostante l’ingiustizia, importa non demordere in questo mondo che va avanti senza accorgersi di noi. Contro tutti, contro tutto, non saremo mai sconfitti!

ME NE FREGO DI CHI CI SNOBBA!

U l t r à   L o d i g i a n i   1 9 9 6

La gente come noi non muore mai!"

Poche parole, semplici, ma che ti entrano subito dritte nel cuore: è per questo che, quando Quirino mi ha inviato questo pezzo per la fanzine, ho pensato che, per le sue parole, per la sua intensità, potesse valere sempre: un qualcosa che ovunque e in qualunque momento lo leggerai varrà sempre. Certo, quando questo manifesto fu scritto non c’era la Cisco, ma provate a leggere una per una le frasi sopra riportate, e pensate alla vostra esperienza negli Ultrà Lodigiani…non vi ci ritrovate ancora? Non pensate che queste frasi, queste parole, valgano tuttora? Forse, rileggendo questo manifesto, oltre a fomentarvi, tornerete a capire le motivazioni che vi spingono ancora a far parte di questo gruppo…

La pagina del manifesto: www.ultralodigiani.org/manifesto.htm