VERRANNO A CHIEDERMI DEL MIO AMORE… E IO RISPONDERO LODIGIANI!

VERRANNO A CHIEDERMI DEL MIO ODIO… E IO RISPONDERO’ CISCO!

VERRANNO A CHIEDERMI UNA SIRINGA… E RISPONDERA’ BORGO!


Portoghesità


su un altro blog ho trovato per caso questo articolo, scritto da un Ravennate. Mi è sembrato giusto metterlo perché evidenzia una delle caratteristiche degli Ultrà Lodigiani, caratteristica che fa distinguere il nostro gruppo da altri. Quando ho letto questo articolo mi sono sentito meno solo! Per il resto non c’è bisogno di altri commenti!

 PORTOGHESI AL BENELLI ::

Il fenomeno dei c.d. "portoghesi" ha coinvolto, e credo continui a farlo tutt’ora, anche la nostra curva. La leggenda narra che il termine "portoghese", riferito a chi, in un modo o nell’altro, riesce ad entrare allo stadio senza pagare, risalga a molti secoli fa: nello stato pontificio ad una serie di banchetti papali per ragioni politiche fu vietato l’ingresso a tutti i cittadini portoghesi, ma qualcuno riuscì ad entrare e ad abbuffarsi lo stesso (esistono comunque altre versioni storiche..)

Anche la curva Nord ha avuto quindi i suoi portoghesi, fissi oppure occasionali, ed è interessante analizzarne i diversi modi "operativi". Diciamo subito che entrare allo stadio senza pagare, come per ogni cosa del resto, è una goduria per tutti, ma un’arte che ben pochi conoscono. Poco edificanti sono infatti quei sistemi che varcano i confini della legge. Anzitutto l’uso di biglietti falsi e/o scannerizzati, così come per le tessere abbonamento, è un reato bello e buono (che tra l’altro ha coinvolto recentemente la curva sampdoriana). Meno grave, e direi non molto gradevole, è nascondersi nei bagni dello stadio dal mattino, oggi più difficoltoso visto che i controlli interni alla curva sono aumentati. Più romantici, ma ugualmente "ai limiti della legge" sono invece gli ingressi "alla olio cuore": parlo dello sfondamento dei cancelli in massa, segno comunque di una bella compattezza di gruppo soprattutto se effettuata in trasferta (a Ravenna successe in casa nel derby serale con Cesena del 1993/94), e degli scavalcamenti in solitario. Al Benelli si attuano diversi "stili": il salto adoperando come base una bicicletta (maggiormente in curva lungo via Cassino verso i distinti), il salto arrampicandosi lungo il muretto che circonda lo stadio e che è fornito in alcuni punti di spazi concavi che fungono da scalini, una vera e propria incitazione allo "scavalcamento"!! (una volta gli "scalini" erano ancora più clamorosi, in particolare nell’angolo distinti/curvanord ed in alcuni punti della tribuna). Il salto alla "Bubka", senza alcun ausilio di tipo tecnico, è invece prerogativa dei più atletici. Tutte le tipologie di "scavalcamento" richiedono comunque un gran lavoro di studio e di appostamento, per calcolare con precisione millimetrica il punto ed il momento più idoneo per eludere lo sguardo dei "guardiani di turno" e così saltare l’ostacolo per poter correre all’impazzata e mischiarsi agli altri in curva.

Il portoghese autentico però è quello che ricorre a stratagemmi di fantasia, a colpi di genio, segni inconfondibili di un vero e proprio stile di vita. Quello di "primo livello" è addirittura in grado di entrare semplicemente dall’ingresso senza biglietto e senza che nessuno gli dica nulla: è vestito bene, distinto e si muove come un’ombra. Si tratta di casi rari che rasentano il professionismo. Durante la serie B era invece molto in voga il sistema "raccogli una lattina per terra o al limite comprala ed entrerai in curva". La cosa era molto semplice. Con tanto di lattina in mano (o variante piadina per i più affamati) dopo aver ottenuto attraverso i cancelli un biglietto già staccato da chi era già in curva ci si avvicinava con scioltezza all’entrata aspettando il momento di maggiore fila; si oltrepassava così "il varco" fingendo di sorseggiare la lattina. Il più delle volte nessuno diceva nulla, ma se qualcuno dei bigliettai si azzardava a fiatare bastava replicare: "o bigliettaio non vedi che sono uscito un attimo a rifocillarmi al bar di fronte e ci ho pure il mio bel biglietto già staccato?". Ora questo sistema è un po’ decaduto, anche perché le uscite verso il bar esterno sono più controllate. Più patetiche e meno efficaci le giustificazioni verbali del tipo "devo dire una cosa importantissima a mio fratello, che è già in curva, posso entrare un attimo?", "l’ultima partita in casa ho smarrito l’abbonamento in curva, posso entrare un momento a cercarlo?", "non sono mai stato allo stadio, potrei fare una mezz’oretta di prova in curva prima di decidere se acquistare il biglietto?" oppure "devo consegnare personalmente dei fiori ad una ragazza in curva" (con tanto di mazzo di margherite in mano colte al parco della pace). Alcuni maggiorenni "sbarbatelli" spesso invece fanno leva sul fattore età e, se non sono molto alti e non hanno la barba, mischiandosi a comitive di minorenni riescono a passare o per lo meno a fare il biglietto ridotto.

Epico fu comunque il numero che vide protagonisti in una trasferta una coppia di fantasiosi tifosi, in possesso però di un unico biglietto e senza una lira in tasca. Si infilarono in due un unico giubbotto di pelle, abbracciandosi ed ognuno con il proprio braccio esterno in una delle maniche. Giunti di fronte al bigliettaio, porsero il loro biglietto e con sguardo languido affermarono all’unisono: "ci hanno detto alla biglietteria che per i gemelli siamesi ci vuole un biglietto solo!"; per la cronaca riuscirono ad entrare.

Diciamo comunque che a Ravenna il fenomeno ha dimensioni modeste, non come in altri stadi dove le società sono costrette ad ungere di grasso le inferriate collocando anche del filo spinato. Sicuramente pagare il biglietto è giusto per consentire alla propria società di "fare cassa" (anche se mai come quest’anno vi sarebbe lo stimolo di non farlo) ma in ogni caso resta l’ammirazione per le gesta fantasiose e non violente di chi rinvigorisce la tradizione dei portoghesi. Per concludere con una freddura a tema: sapete perché ai prossimi europei di calcio vi saranno incassi magri? Perché allo stadio saranno quasi tutti portoghesi.

Non dimenticate mai che un portoghese ha sempre un posto in prima fila!


La bella tartaruga che cosa mangerà
chi lo sa
chi lo sa
due foglie di lattuga e poi si riposerà
ah ah ah
ah ah ah

La tartaruga
un tempo fu
un animale che correva a testa in giù
come un siluro filava via
che mi sembrava un treno sulla ferrovia
ma avvenne un incidente
un muro la fermò
si ruppe qualche dente
e allora rallentò

La tartaruga
dall’ora in poi lascia
che a correre pensiamo solo noi
perché quel giorno poco più in là
andando piano lei trovò
la felicità
un bosco di carote
un mare di gelato 
che lei correndo troppo
non aveva mai notato
e un biondo tartarugo corazzato
che ha sposato un mese fa!

La bella tartaruga nel mare va perché
ma perché
ma perché
fa il bagno e poi si asciuga dai tempi di Noè
eh eh eh
eh eh eh

La tartaruga
lenta com’è
afferra al volo la fortuna quando c’è
dietro una foglia lungo la via
lei ha trovato la per là
la felicità
un bosco d’insalata
un mare di frittata 
spaghetti alla chitarra per passare la serata
Un bosco di carote
un mare di gelato
che lei correndo troppo
non aveva mai notato
e un biondo tartarugo corazzato
che ha sposato un mese fa.

CIAO BRUNO


GATORADE

Sponsor by "Pino"


Una constatazione semplice che forse non vi interesserà molto…sul sito Tuttalac per l’ennesima volta è stata inserita tra le foto dei tifosi una foto degli Ultrà Lodigiani contro la Nocerina nel 2003. Il fatto è che siamo etichettati come tifosi della Cisco Roma e questo non è ammissibile; già era successa una cosa del genere…"perseverare è diabolico"!


Mads Celano non mollate!

Con questo mio post voglio salutare i mitici ragazzi di Celano, che domenica, anche se non preavvisati da noi, ci hanno trattato più che da amici.

Ma questo post non è solamente per ringraziare, ma anche per invitare tutto il gruppo Mads Celano a non mollare. So che quanto scriviamo purtroppo vale poco nella vita reale, e so anche che i fatti che hanno coinvolto la tifoseria celanese sono ahimé molto pesanti, tuttavia l’invito è quello di crederci ancora, e di non darla vinta a chi li vorrebbe morti.

Ragazzi so che è dura, in un movimento ultras che sta morendo, andare avanti in una realtà ipocrita e indifferente come quella che purtroppo avete voi. Ma ritrovando grinta ed entusiasmo spero possiate tornare ad essere come quando noi vi abbiamo conosciuti…

…che storia, noi eravamo a Celano – Isola Liri play off per vederci la partita del tifo…per cercare di entrare gratis abbiamo cominciato a passare per i campi e siamo finiti sotto al settore dei celanesi che, filando il moviemento, pensavano che eravamo ultras dell’Isola Liri e sono tutti usciti di fuori pronti magari allo scontro, poi quando hanno capito che eravamo della Lodigiani ci hanno fatto entrare gratis con loro e con loro si è entrati subito in sintonia!

Di certo la nostra non è un’amicizia ufficiale, anche se ci accomunano molte cose, comunque spero di cuore che possiate vincere la vostra battaglia e che possiate divertirvi come ai bei tempi!

Non mollate, un saluto dagli Ultrà Lodigiani!


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