youtube cambia il tuo modo di pensare

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PROVARE PER CREDERE

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LA NOTIZIA NON FARA’ CERTO SCALPORE (E FORSE QUESTO è PROPRIO UNO DEI PROBLEMI DELL’ITALIA), MA PRIMA DI PARTIRE VOLEVO COMUNQUE REGALARE QUESTA CHICCA…GIUSTO PER RIMARCARE IN MANO A CHI STA L’ORDINE PUBBLICO…

CRONACA

Sposato, padre di due figli si difende: "Solo sms innocui".
Smentito da tre settimane di intercettazioni: si sono frequentati
Palermo, maresciallo corteggia una dodicenne
In cella militare della Guardia costiera
di SALVO PALAZZOLO

PALERMO – È finito in carcere un maresciallo della Guardia costiera che si era invaghito di una dodicenne e l’aveva spinta dentro una perversa storia d’amore. È stata la sorella della ragazzina a scoprire cosa stava accadendo: alcune telefonate nel cuore della notte l’avevano insospettita, le è bastato leggere qualche sms per capire. Così è scattata la denuncia dei genitori: l’indagine dei carabinieri della Compagnia San Lorenzo, coordinata dal sostituto procuratore Marcello Viola, si è mossa con grande discrezione. Per evitare ulteriori traumi.

Tre settimane di intercettazioni telefoniche hanno svelato quel legame sentimentale che era diventato davvero pesante. In tempi record, è partita dalla Procura la richiesta di custodia cautelare, e poi il provvedimento del gip Antonella Consiglio. Il sottufficiale è stato fermato mentre era in missione, fuori Palermo. Deve rispondere dell’articolo 609 quater del codice penale, "atti sessuali con una minorenne".
Lui ha 35 anni, è sposato e padre di due figli. Nella sua carriera di militare non c’è una macchia. Davanti al giudice si è difeso: "Non è accaduto proprio nulla. Scherzavamo. C’è stato solo qualche scambio di affettuosità". Ma non ha convinto i magistrati. Che hanno deciso di mantenere la custodia in carcere. Soprattutto sulla base delle intercettazioni telefoniche, che sembrerebbero non lasciare spazi a dubbi.

L’indagine è tutt’altro che chiusa. Il pm Marcello Viola ha già avviato l’audizione della minorenne, con l’ausilio di una psicologa. Il primo incontro ha avuto toni drammatici. Fra lacrime e vuoti di memoria, la ragazzina ha iniziato il suo racconto. Che resta però vago. E si fa ancora più confuso davanti a quegli sms intercettati dai carabinieri. Il caso non è facile. E riapre il dibattito sui minori e l’uso del telefonino. Proprio attraverso i "messaggini" il sottufficiale era riuscito a entrare in confidenza con la ragazzina. Ma presto, la realtà virtuale si era scontrata con una cruda realtà. Quella che adesso la minorenne sta cercando di superare con il sostegno della sua famiglia.
n episodio simile si era verificato qualche anno fa in un rinomato liceo del centro città. Il professore che si era invaghito della sua giovanissima alunna è stato condannato in maniera severa, espulso dai ranghi scolastici, ed è rimasto a lungo agli arresti domiciliari. Quella volta era stata la madre ad accorgersi delle strane telefonate della figlia.


Commenti sul blog, cosa cambia

Come qualcuno avrà notato, ci sono delle novità per quel che concerne i commenti di questo blog.

Purtroppo, a causa dell’inutilizzo inadeguato che negli ultimi mesi è stato fatto di questo blog, sia da parte di elementi interni che esterni al gruppo, ho dovuto mettere un filtro ai commenti. Cosa vuol dire:

– che, per chi scrive, utenti anonimi compresi, non cambia assolutamente nulla, se non il fatto che il proprio commento non risulterà subito visibile. Diventerà visibile solo dopo l’approvazione dei moderatori del blog

– verranno ancora accettati i messaggi di qualunque tipo, purché firmati, senza contenuto anche parzialmente politico (in linea con quello che è questo gruppo, cioè apolitico), e senza intenti chiaramente offensivi e inutilmente provocatori

– purtroppo col filtro i commenti inseriti non risultano nella schermata di sinistra, sto cercando di risolvere il problema

– infine presto arriverà, sulla propria home page di splinder, a tutte le persone iscritte al blog, una comunicazione che gli permetterà di scalvalcare il filtro (ovviamente solo quando si è loggati)


IN OCCASIONE DELLA MIA PARTENZA PER LE VACANZE (GIOVEDI’ 26/7) PER SALUTARMI, IN SETTIMANA (MERCOLEDì O GIOVEDì) UN MANIPOLO DI PORTOGHESI (PER ORA SIAMO SOLO 2) SI RECHERA’ A QUINTILIANI, NELLA TARDA SERATA, PER SVERGINARE I SUPERBI BIP & GO, CHIUNQUE VOLESSE UNIRSI (anonimi compresi) SARA’ IL BENVENUTO!PER ADESIONI CONTATTATE ANCHE IL SEGUENTE SITO:

http://www.atac.roma.it


E’ QUESTA LA VITA CHE VOGLIAMO!

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GRUPPO CISCO…ANNI DI FALLIMENTI E DI MENZOGNE!


Credo che sia giusto inserire e commentare la patetica intervista rilasciata ieri da Alessandro Tulli sul Cazzaro dello Sport, un’intervista scritta in tono mieloso da un giornalista totalmente asservito ai suoi padroni, e piena di cazzate e di banalità…ma la molla che mi ha spinto a mettere questo patetico articolo qui sopra è stato il fatto che il magnifico 24 enne pelato ha osato nominare la Lodigiani….quindi ora ecco serviti i commenti, scritti rigorosamente in rosso:

l’intervista
«Sogno una Cisco che diventa grande»si ecco, giusto nei sogni!

«Marketing, pubblicità e settore giovanile: ecco la nostra forza» finzione, bluff e settore giovanile scippato alla Lodigiani è la versione corretta


di Vincenzo Sardu Questo è nuovo, forse dato il nome è la famigerata spia di Olbia


ROMA – Uno scudetto lo ha già vinto. « In un anno, abbiamo ridotto i costi di gestione del cinquanta per cento(certo, dopo che hanno buttato milioni di Euro per giocatori inutili, pubblicità inutile, e ultras comprati, non è che ci volesse tanto!). Per una squadra e una società che non portano tifosi allo stadio, que­sto è un elemento non essenziale ma di più. Ma non vuol dire abdicare l’ambizione sporti­va: abbiamo idee molto chiare, anche su que­sto versante».Tipo la serie B in 3 anni

Con i suoi 24 anni, Alessandro Tulli è il più giovane presidente del calcio professionistico italiano C’ero buono anch’io se ero figlio di Tulli. E lo sarà per un pezzo finché non fallisce la Cisco sicuro. Mentalità del manager ? che, però, concede una parte del pro­prio Dna a una passione che spesso è vista co­me l’aglio fra i denti del vampiro e il candido collo di una vergine indifesa: il calcio Azz, questa è pura poesia.
« Mio padre, Piero, è innamorato da sempre del cal­cio talmente innamorato che ne ha distrutto un pezzo di storia al suo passaggio, la Lodigiani. Se oggi siamo alla testa della Cisco Roma è merito suo, della sua decisione di evitare il fallimento dell’allora Lodigiani Ecco, questa è una grandissima cazzata, che però messa così sul Cazzaro dello Sport vagliela a smentire…e poi dici perché i Romani credono a stronzate simili…la Cisco ha preso la Lodigiani perché non era in grado di salire da sola in serie C, e la Lodigiani è stata venduta a loro perché nessuno si aspettava che avrebbero mai osato fare una simile porcata….vorrei ricordare che anche prima dell’acquisto della Lodigiani da parte della Cisco, la Lodigiani era una società sanissima, mai finita sulla lista nera dela COVISOC, e quindi non ha MAI rischiato di fallire. Cazzaro buffone!. Quando fac­ciamo le cose le vogliamo fare bene, ecco per­ché ci siamo rimboccati le maniche».

Una azienda ha un target, un budget, e un bacino di utenza. Poi, ha un prodotto che de­ve adattarsi alla miscela dei tre elementi cita­ti.Questo lo potrebbero mandare ai master della Bocconi!

«Siamo un caso atipico in Italia. Magari in Europa ce ne saranno di simili, qui no. Oltre la Cisco non ce ne sono altri Meno male, allora vuol dire che noi siamo sfigatissimi, ma almeno il calcio è ancora uno sport sano. Allora dobbiamo proprio ragionare coniugando esigenze parti­colari al cospetto di un valore, il calcio ap­punto, che è scienza difficilmente esatta al cento per cento Degno del miglior Trapattoni. Ma ci piace questa avventu­ra, e vogliamo portarla avanti nel modo mi­gliore. Vincendo in campo e fuori»
AH AH AH!
E parliamo del campo, allora. Una campa­gna acquisti con i fiocchi, che ancora non è finta. Per stravincere il campionato?
« Per ar­rivare fra le prime cinque. Poi, se arriva la promozione diretta tanto meglio. AH POVERACCIO!!!!! Sembra un’eresia dirlo ora, ma il sogno a medio termi­ne è la serie B Veramente è dal 2004 che sparate sta stronzata, mo è addirittura un’eresia…vedo che forse il figlio è addirittura più sveglio del padre. Se si sale di categoria, i pro­blemi organizzativi e il reperimento delle ri­sorse economiche, diventano fattori meno pre­occupanti. Oggi, invece, bisogna far valere la nostra inventiva».

Chiamare in causa l’esperienza sarebbe sta­to perlomeno curioso quando il presidente ha 24 anni, il direttore sportivo ne ha 30 e dove Paolo Di Canio potrebbe far da padre a molti dei tesserati della Cisco. A proposito, perché Di Canio? Alessandro Tulli sorride, e raccon­ta.

«Premessa indispensabile. Soo daa Lazio!!! Per noi l’impre­sa
verte soprattutto su tre opzioni: marketing, pubblicità e settore giovanile. Stai parlando di calcio, non della tua scarsa aziendina! Tenetelo pre­sente, dopo capirete. Paolo un anno fa, a con­clusione del suo rapporto con la Lazio, è sta­to un’idea casualmente balzata durante una cena. Mio padre, che vede sempre lontano, ha detto ” perché no?”… Così l’idea è diventata una proposta che Di Canio ha accettato con entusiasmo. Perché, si sa, non è prezioso co­me pochi soltanto in campo, ma ci permette di attirare sponsor importanti con la sua straor­dinaria immagine, e soprattutto ha un peso non indifferente verso i giovani, nel sociale».Volendo potrei cominciare a dire tutta la verità sul perché Di Canio è finito alla Cisco, ma non mi va di tirarla per le lunghe, comunque quelle scritte qua sono tutte chiacchiere ipocrite…il vero obiettivo dei Tulli era l’acquisto della Lazio, ma con Lotito gli ha detto pedalino!

Sembra un “ paghi uno e prendi tre”…
« Il valore di Di Canio è impossibile da quantifi­care, e quest’anno in campo ci darà ancora più sostanza». Nessun problema con France­sco
Gagliardi, il roccioso ed esperto allenato­re.

«I due sono talmente simili nel modo di ve­dere il calcio, che il tecnico ha detto chiara­mente che se non ci fosse stato Paolo, lui non avrebbe accettato la nostra panchina».
Avre­te due allenatori, uno a bordo campo e uno che corre e spinge con la squadra. « Parlare la stessa lingua calcistica, in questo senso, è un vantaggio che pochi altri possiedono».Aggiungiamo pure che Di Canio ha fatto licenziare il mister che li stava portando in C1 a poche giornate dalla fine

Vuole vincere, Alessandro Tulli.
«A Roma non nascerà mai un bambino tifoso della Ci­sco e ce credo, l’hanno capito tutti…mejo er fio frocio che della Cisco!. Ma non saremo mai un elemento di di­sturbo rispetto alla Roma e alla Lazio però a noi si…e poi pure ai romanisti je state parecchio sul cazzo…. . La Ci­sco è diversa cosa, ha idee e programmi che non vanno a toccare nessun altro interesse sportivo solo a noi dovevano cascare in mezzo alle palle questi!. Oggi più di ieri, cerchiamo di diven­tare forti a livello giovanile. Giorgio Venturin sta svolgendo un lavoro stupendo con la Scuo­la Calcio. Ogni anno, portare uno o due dei nostri ragazzi all’attenzione delle squadre di A o di B, significa mettere in cassa i soldi che valgono tutto il bilancio alla voce spese».

Squadra aziendale, pochissimi tifosi al Fla­minio aggiungi pure "pagati", eppure realtà sana, non soltanto econo­micamente Una società sana non ruba il nome a un’altra e non gioca in categorie indegne! . Volete dettare scuola, ispirare una nuova filosofia?
«Ci basta cogliere i tra­guardi che ci poniamo. Segnatevi questo no­me, Alessandro Morbidelli: diciotto anni, at­taccante, gol a raffica in tutte le squadre gio­vanili ».
E’ un esempio che spiega come e do­ve vuole vincere, alla fine, la Cisco Roma. Senza perdere d’occhio la C1, sfuggita la scor­sa primavera, e che deve diventare trampoli­no di lancio verso la B. Ma non era un’eresia???