MI SCUSO INNANZI TUTTO SE UTILIZZO IL BLOG PER FARE QST ANNUNCIO, MA DEL RESTO NON MI FUNZIONANO LE E-MAIL E NN HO I MILIARDI AL CELLULARE…

CMQ VOLEVO DIRE CHE MARTEDI’ OFFRO DA BERE PER IL MIO COMPLEANNO, L’APPUNTAMENTO è ALLE 21,30 ALLA STAZIONE DELLA METRO SUBAUGUSTA, L’INVITO è VALIDO ANCHE PER I SORANI OVVIAMENTE!


Premessa: Il testo che stò per riportare è una semplice canzone di speranza che proprio ieri sera mi ha stimolato a credere in qualcosa di sempre meglio. Ovviamente è una cosa del tutto personale e il gruppo può anche non condividere questa.  La cosa che in questi giorni più mi da dolore è pensare che al tempo dello sterminio degli ebrei quel popolo non aveva neanche una terra dove ricostuire la propria "importantissima" civiltà.

Per non dimenticare mai più

Son morto con altri cento, son morto ch’ ero bambino,
passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento….

Ad Auschwitz c’era la neve, il fumo saliva lento
nel freddo giorno d’ inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento…

Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento…

Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento…

Ancora tuona il cannone, ancora non è contento
di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento…

Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà…

Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà e il vento si poserà…


AUGURI SIMONCINO…ALTRI VENT’ ANNI DA ULTRà…E ANCHE DI PIù…MA CHE OOOOO?!

…perché, è bene ricordarlo, i cattivi non siamo noi, non lo siamo più da quel maledetto 2004, o forse non lo siamo mai stati…

…ci hanno tolto la squadra senza neanche consentirci di riaverne una, abbiamo ricevuto colpi bassi ma ci siamo sempre rialzati, abbiamo visto persone che credevamo amici tradirci, passare dall’altra parte per vile denaro. Abbiamo ricevuto minaccie e subìto infamate. Abbiamo visto il nostro credo e i nostri ideali vacillare, ma non hanno mai oscillato fino al punto di dover cascare a terra. Ci hanno tolto un pezzo della nostra vita, ma noi lo abbiamo riempito seguendo il nostro amore e la nostra coerenza…

…forse non facciamo sempre le cose giuste, in fondo nessuno le fa, ma crediamo, fermamente, che qualche tipo di giustizia, a questo mondo, debba pure esistere.


MI VIENE DA PIANGERE

UN NODO NELLA GOLA

TANTI BRIVIDI

E LA VOGLIA CHE RIACCADA

MA MAI SARA’

COME PRIMA

GRAZIE CISCO ROMA

GRAZIE DIRIGENTI CHE AVETE

ABBANDONATO TUTTO CIO’

L’AVRETE PER SEMPRE

SULLA VOSTRA COSCIENZA

http://www.youtube.com/watch?v=_WeEzKgRHfs


Orgoglioso di noi!


In una giornata di dura prova, tre rappresentanti degli Ultrà Lodigiani, in due tratte a lunga percorrenza, dalla Sicilia alla Lombardia si sono imposti alla grande su Trenitalia con delle vere chicche, contro zii agguerriti e che non hanno lasciato nulla al caso! Tuttavia la nostra tecnica ha prevalso, e la battaglia di Trenitalia con zie invasate, zii viscidi e quant’altro, si è trasformata in una Caporetto per Trenitalia!

Da domani inoltre, Trenitalia farà partire la più grande operazione anti-portoghesi della sua storia, con Polfer, filtri alle stazioni e non so cos’altro! Sapete che vi dico? Meno male, mi stavo annoiando, spero tanto che facciano sul serio! Se guerra vogliono…

…che guerra sia!


Non molleremo mai, portoghesi siam!

Non avrai altro Dio, all’infuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse, venute dall’est
dicevan che in fondo era uguale.
Credevano a un altro diverso da te,
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.

Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:
ma forse era stanco, forse troppo occupato
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano
davvero, lo nominai invano.

Onora il padre. Onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:
quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.

Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che rigurgitan salmi
di schiavi e dei loro padroni
senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.

Il quinto dice "non devi rubare"
e forse io l’ho rispettato
vuotando in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri, nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri, nel nome di Dio.

Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l’ami, così sarai uomo di fede:
poi la voglia svanisce ed il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l’amore,
ma non ho creato dolore.

Il settimo dice "non ammazzare"
se del cielo vuoi essere degno.
guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno.
guardate la fine di quel nazareno,
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazareno,
e un ladro non muore di meno.

Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino
e scordano sempre il perdono.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.

Non desiderare la roba degli altri,
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:
nei letti degli altri, già caldi d’amore
non ho provato dolore.
L’invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.

Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:
io nel vedere quest’uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l’amore.

11/1/01 Finita l’Infinita. Grazie Fabrizio