Oggi un’altra favola calcistica italiana è finita…è quella del Chievo Verona, prima squadra di quartiere ad entrare nell’Olimpo della serie A, nel Giugno di 7 anni fa…il Chievo di Del Neri, dei tanti giovani sconosciuti che hanno poi sfondato in serie A, del gioco veloce sulle fasce e dell’inversione degli esterni, il Chievo dei miracoli, il Chievo in Champions League, il Chievo di Renato Zero e di quei strani North Side ultrafaggiani  che quando abbiamo incontrato ci siamo trattenuti per non ridergli in faccia…

Scrivo questo post non solo perché  quella strana squadra Gialloblu mi è da subito entrata in simpatia, ma perché con l’amaro in bocca sono sempre più cosciente che il calcio, quello a certi livelli, appartiene sempre alle solite squadre, al palazzo e a gente senza scrupoli…qualche giorno fa guardavo le immagini dei Milanisti in festa, e, personalmente, mi appariva tutto patetico…è patetico vedere una squadra che vince sempre solo perché  ha i soldi per comprarsi i migliori giocatori e i migliori arbitri, o perché è ammanicata col mondo degli affari e della politica…e questo è ovunque…in Italia il calcio sembra riservato a Milan, Juve e Inter, in Germania, più o meno, al Bayern Monaco, in Inghilterra al Chelsea, al Liverpool o allo United, in Spagna a Barca e Real e così via… parliamoci chiaro, il calcio a certi livelli, non solo è sporco, ma è veramente N-O-I-O-S-O….a me ha dato più emozioni il Chievo targato Del Neri del 2000/01 della cavalcata del Mian verso la Champions o dello scontatissimo ritorno in A della Juve…e parlo del Chievo perché non faccio il paragone con le emozioni che mi ha regalato la Lodigiani…

…a me la Lodigiani, il Chievo, il Castel di Sangro in B, la Scafatese e la Cavese in B molti anni fa, il Calais in Coppa di Francia, il Rayo Vallecano in primera divisiòn, il Belenenses di Lisbona, il GAIS Goteborg in serie A svedese, queste e tante altre realtà mi hanno sempre fatto sperare in un mondo più bello e fatto credere che i sogni, a volte, si realizzano…

…ma dai sogni ci si risveglia sempre, e a volte il risveglio è traumatico, ti fa capire che la realtà è quella che è, e non sarai certo tu  a cambiarla.

Arrivederci Chievo, spero che tornerai presto in serie A, e che magari, in quel momento, noi saremo in qualche sperduto campo del Lazio ad incitare i nostri colori!


FORZA REGGIANA

Pensaci tu…


CIAO RIGHETTO


Olbia-Lodigiani Play Out dell’01/06/2003

 

La sconfitta della partita di andata non demoralizza gli Ultrà biancorossi, che in una quindicina di unità partono alla volta di Olbia, seppur in 2 spedizioni diverse: la prima parte il Sabato notte da Civitavecchia, la seconda parte all’indomani alle ore 8.30 con lo stesso prezzo della nave lenta, cosa scoperta all’ultimo quando abbiamo visto che non c’era modo di entrare senza ahinoi pagare!

La trasferta per me e Vocione di fatto inizia Sabato sera, mentre il grosso del gruppo tsa già partendo, praticamente optiamo per una serata senza dormire un po in giro a vagabondare. La prima tappa, dove sosteremo a lungo, saranno le terme di Viterbo, l’ideale per rilassarsi, e, per non andarcene da là imbrattati di zolfo, ci daremo una lavata con tanto di shampo dentro al frigidarium dove alle 4 di mattina non c’era nessuno. Si arriverà poi alle 5 alla stazione Termini, dove inutilmente cercheremo di scroccare qualche scontrino per la colazione, ma stavolta gli Ultrà Lodigiani vedranno dinnanzi a loro un enorme fallimento. Ale 6.30 ecco sbucare Ladispoli e Brucchi, la spedizione è ora al completo e possiamo partire, piottando, alla volta di Civitavecchia, dove ci aspetta la nave veloce, speriamo, gratis.

Ed invece sarà un fallimento, solo io ho l’attimo buono per entrare ma lo perdo per colpa di Brucchi (l’unico ad avere il biglietto in anticipo) che non riesce a capirmi quando gli faccio cenno di entrare in nave. La morale è che alla fine dobbiamo pagare tutti, e così si entra in nave veloce, dove si inaugura il breve soggiorno con una partitina a scopa tra me e Brucchi ch mi vanto di aver vinto e grazie alla quale ho scroccato una lauta colazione. Da subito, prima timidamente, poi per nulla, il gruppo inizia a dargli giù di alcool col classico Borghetti, però la prima impresa sarà quella di cercare di dormire…cosa un po difficile visto che verso le 10 si rompono i motori della nave e ci ritroviamo in piena bonaccia, fermi, in mezzo al mar Tirreno! Da subito si teme di non arrivare, poi, pian piano, la nave ripartirà sempre più veloce dove arriverà, sempre con gran ritardo, alle ore 14, comunque abbondantemente in anticipo per la partita! Prima di lasciare la nave riusciamo a concederci un po di relax in prima classe (l’unico momento che prenderemo si e no una mezzora di sonno) e, prima di arrivare, ci facciamo le foto di rito con Lodigiani Roma aperto, tra gli sguardi schifatissimi della gente intorno a noi. Arrivati ad Olbia notiamo Alberto che era nella nostra stessa nave, inoltre Alessandro e Lorenzo ci aspettano, mentre gli altri sono già allo stadio. Si alza il tasso alcolico, coinvolgendo anche Alessandro e Lorenzo, oltre al Borghetti si stappa il vino di nonna Vocione, un’autentica prelibatezza secondo i più, io non l’ho provato perché dopo mezzo litro di Borghetti come minimo avrei collassato! L’alcool inoltre non è un gran compagno di viaggio con questo caldo! Dapprima si prova a salire su un autobus olbiese che dal porto andava allo stadio, ma l’autista ci nota e ci chiede il biglietto, io faccio finta di timbrarlo con un biglietto (ovviamente già usato) dell’ATAC di Roma, ma lo Zio è piuttosto tenace e vuole il biglietto; noi di tutta risposta, indignati, ce la facciamo a piedi, una quarantina circa di minuti sotto il sole cocente e l’alcool che irrompeva a tutto spiano! Verso le 15.00 il gruppo si ricongiunge ed è al completo, notiamo qualche Olbiese più i loro neogemellati Frusinati che chiedono, senza risultati, delle fantomatiche Teste Matte (uno nda). Il tempo di attesa davanti allo stadio non è pesante come l’ultima volta (carabinieri docet)e, abbastanza tesi per l’attesa, entriamo prima delle 16 all’interno dello stadio. Quello che notiamo, oltre alla curva Olbiese composta da poche unità, è la presenza di tutti i loro gemellati: Cagliari, Frosinone, Calangianus, Vogherese. Finalmente la partita inizia, noi abbiamo la giusta grinta per cantare pur non in tantissimi, canta la curva olbiese, a cantare sono si e no una cinquantina di unità mentre la tribunetta si presenta piena. Che il gruppo ci crede lo si vede dalla foga con cui sosteniamo i nostri giocatori, ed il primo tempo, abbastanza equilibrato, si conclude con lo 0-0 e noi che ancora ci crediamo, magari un po meno di prima. Tra primo e secondo tempo da annotare Lorenzo che si lascia andare a commenti pesanti su una persona che ci fotografava un po troppo non si sa per quali motivi. Nel secondo tempo comincia la sagra del gol Olbiese, in pochi minuti ci vengono fatti 3 gol. Dentro di noi soltanto tanto scoraggiamento, ma ugualmente si canta, e si canterà lo stesso coro per almeno una mezzora fino al fischio finale, con la squadra praticamente tra i dilettanti, mentre gli Olbiesi a metà secondo tempo, sentendosi ormai sicuri, si scompattano nell’attesa di invadere il campo. "La Lodigiani alé, la Lodigiani alé, lalalalalalalalala, io tiferò per te, la Lodigiani alé", e questo il leit motiv di questo tremendo finale di stagione, una squadra, una società allo sbando da una parte, dall’altra parte l’orgoglio di un manipolo di ultrà biancorossi giunti in Sardegna nonostante il risultato di andata e che non smettono mai di cantare nemmeno con la squadra in serie d. E’ forse questo il quadro generale che rappresenta l’intera stagione, "la Lodigiani siamo noi e basta", sembra voler dire quell’interminabile coro che rimbomba ancora dentro di noi che lì, in Sardegna, c’eravamo.

Non sto a dire la tristezza di ogni singolo quando è arrivato il triplice fischio, sono scene alquanto inutili da descrivere ma che potete comunque immaginare. Qualcosa di bello sono i complimenti che i Cagliaritani ci vengono a fare personalmente. In un clima comunque mesto si lascia lo stadio Nespoli e si torna, tutti a piedi, al porto, con una stanchezza a dir poco tremenda. Alcuni di noi, tra cui me, decidiamo di ripartire, tentando un’impresa disperata, in nave veloce da Golfo Aranci con la Sardinia, alle 20.45, per arrivare ad Olbia alle 00.30 circa, anche prima mi sembra. Beh, l’impresa viene completata prendendo un trenino dalla stazione di Olbia che portava a Golfo Aranci, una gentilissima Zia ci chiederà il biglietto e noi, per 4 persone, gli diamo i pochi spicci rimanenti in cassa, compresi i pezzi da uno e due centesimi, che ammontavano a poco più di 3 euro, praticamente nemmeno il valore del biglietto…la zia ci fa un biglietto simbolico aggiungendo di tasca sua i soldi restanti, affermando che si stava quasi commuovendo a vedere 4 ragazzittrinati in giro per la Sardegma! Arrivati nella sperduta Golfo Aranci la corsa furibonda per arrivare al traghetto che riusciamo a prendere in tempo, pagando, e facendo una gran cavolata, visto che i controllori per la fretta nemmeno ci hanno controllato i biglietti (ne potevamo fare tranquillamente uno). Comunque la nave è presa e si fanno le ultime chiacchiere prima di arrivare ad Olbia, nemmeno stavola dormiremo. Da notare na bagascia che prima ci chiede il passaggio, poi, intimorita, a passaggio già accordato, troverà un altro passaggio (per la serie quando la gente è malfidata, come si fa a non aver fiducia degli Ultrà Lodigiani???), comunque alla fine sti cazzi, si arriva a Civitavecchia e da lì ognuno per le sue case, io sarà l’ultimo a rientrare ben dopo le 2 di notte, con una stanchezza micidiale!

Gli altri ragazzi, che hanno deciso di tornare con la nave lenta, saranno a Civitavecchia per le 8 di mattina.

 

Da "Il tempo" di Lunedì 2 Giugno:

“Da segnalare i pochi tifosi della Lodigiani giunti sull’isola, circa una quindicina, che, nonostante il risultato ormai acquisito, hanno continuato ad inneggiare la propria squadra. Un comportamento da sottolineare per la sportività e la correttezza molto apprezzato anche dal pubblico locale. Applausi per i tifosi biancorossi, nella speranza che possano presto gioire per il ritorno tra i professionisti, anche se la società, nonostante il campionato molto discontinuo, non avrebbe mai pensato ad un epilogo così triste.”

BYE BYE FUTBAL


11 anni.

11 anni di sofferenza, goliardia, gioia, dolore, liti e spensieratezza….

11 anni eludendo i controlli degli zii di Trenitalia, sbeffeggiando quelli dell’ATAC e non pervenendo quelli del Cotral…

11 anni di "anche questa è ita" e "chi sbaglia paga"

11 anni di personaggi da libro cuore, da zelig e da chi l’ha visto

11 anni come Peter Pan, senza crescere e sognando l’isola che non c’è

11 anni di grandi scuse per venire e per non venire in trasferta

11 anni di sponsor istituzionali vari

11 anni di storie che, a raccontarle, non ci crede più nessuno

11 anni di Ultrà Lodigiani, 8 di Lodigiani, 3 in attesa

11 anni di gente che viene e va, come in un porto di mare

11 anni e qualche faccia che c’è sempre stata

11 anni di originalità e di voglia di distinguersi

11 anni che nessuno ci ridarà indietro

11 anni di "che sarà sarà" sognando gli anni ’80…

11 anni di foto, perché non ne possiamo proprio fare a meno

11 anni di terrore per Roma quando quella macchina parte per purgare

11 anni chiedendoci poi, di tutto questo, cosa resterà…

11 anni di esibizionismo a oltranza

11 anni con la voglia ancora di non mollare, dipendesse da noi….

11 anni di chilometri di strada e di rotaia consumati…

11 anni e ci hanno visti in tutta Italia, anche oltre…

11 anni invidiando chi sta in curva da 30…

11 anni di magia, follia e irrazionalità allo stato puro…

11 anni con la consapevolezza che "noi non siamo gente normale"

11 anni senza lucro, anche se Zio Sagramola e Papà Giovannelli li abbiamo mai disprezzati…

11 anni anni di vittorie e sconfitte, ma in fondo, cosa conta, l’importante è esserci e restare in piedi…

11 anni nei quali questo gruppo ha fato capire a tutti cose della vita che altrimenti resterebbero ignote…

11 anni, certo che di strada ne abbiamo fatta proprio tanta!


A.S. NUOVA LODIGIANI

2005

MY RELIGION

MAURA, BASTA ILLUSIONI E FRUSRTAZIONI.

POCHE PAROLE!

FUORI SOLDI E COGLIONI!

…POI DI NOI, QUEL CHE SARA’ SARA’…


L’uomo nasce libero, ma è ovunque in catene…ho sentito questa frase a dir poco un miliardo di volte da quando è successo l’ormai celeberrimo e spettacolarizzato "caso Raciti"…bella frase direte voi eh? Già lo penso anche io…ma il problmea è che noi Ultrà (apparte rare eccezioni) ci siamo fermati solo a quella…si siamo in catene ok, ma questo non è dalla morte di Raciti, lo siamo sempre stati  e sempre lo saremo,a meno che qualcuno di noi non farà il salto di qualità tra i "poteri forti"…cosa che mi sembra alquanto impossibile…mi sono soffermato a pensare oggi in metro quando me ne sono andato da Piazza Vittorio, ho pensato alla frase scherzosa che mi ha detto Stefano dopo che Nikola mi aveva chiesto se andavamo a Venezia, "Seh Simone è finito!"…lo sai che c’è Stè? Magari fossi finito, almeno non me ne fregherebbe più niente…il fatto è che entrare in uno stadio di questi tempi e vederlo privo di colori, di passioni, di tifo, ma soprattutto di libertà mi fa male…e non lo dico per fare la parte del sentimentalista smielato da quattro soldi, sai quanto me ne frega, lo dico perchè è vero…ho paura…non so perchè, ho paura nel vedere quel mondo in cui sono cresciuto fatto di sciarpe, di persone di tutti i tipi, di cori, di goliardia, di treni presi in ogni modo, di bevute a tutte le ore della sera e del giorno…beh pensare a quel mondo ora spoglio, non più allegro, mi fa paura…mi fa paura e mi fa un male atroce…nel guardare le Fototifo provo solamente una fitta allo stomaco e un groppo in gola…ma nonostante ciò questo mondo continua a farmi riflettere (e forse alla fine gli unici che davvero ci riescono sono davvero solo gli Ultrà), a farmi capire meglio in che merda vivo…la mia stanza è come sempre in questo momento, decreti e repressione non l’hanno intaccata (ma ce manca poco fidateve!), mi guardo e mi riguardo le sciarpe appese al muro, molte di esse ditro di loro hanno tutta una storia, nascondono ricordo di una giornata passata spensierati a cazzeggiare magari, o magari ti ricordano quello che per fartela dare ti ha fatto sudare le sette camice, altre,c ome quelle dei sangrini mi ricordano sempre grandi giornate, uniche giornate, vissute con gli Ultras…perchè in certi caso chi mi faceva stare bene erano solo gli Ultrà, si questa feccia della società , questa teppa schifosa, proprio loro…con i loro modi, rudi, magari un pò cazzaroni, ma che ti sanno sempre tirare su e farti vedere le cose in maniera meno pesante…Mi accorgo che anche per me gli anni passano, ed ormai quel ragazzino che faceva il primo superiore e comprava Supertifo, morendo per il Commando Ultrà è cresciuto, ora è un uomo, ora anche lui fa parte di quel mondo su cui tanti sogni faceva sul banco di scuola, vedendo quelle fotacce sfogate, magari dei 200 Pisani ad Acireale…ho capito tante cose da quei tempi, ho capito cosa può voler significare la sputtanatissima scritta "Libertà per gli Ultrà", ho capito che cosa vuol dire "fare un treno in curva", ho capito che cosa vuol dire non essere un infame,ho capito che in Italia fare l’Ultrà equivale ad andare in guerra, ho capito molte cose, e nella vita mi hanno sempre aiutato…si avete capito bene i cattivissimi Ultrà mi hanno insegnato a vivere in tante circostanze…ed ora? Ora…io non ho nessuna intenzione di appendere la sciarpa al chiodo, questo mai, il mio credo lo onorerò sempre…ma la cosa che al contempo mi provoca lo stesso dolore nel vedere una curva spoglia è il menefreghismo degli Ultrà stessi, è il menefreghismo della gioventù di oggi, forse troppo impegnata davanti a Playstation e computer per accorgersi che ce lo stanno mettendo al culo con tanto di vasella…onestamente da qualche mese sto facendo seri pensieri su quale possa esser eil mio futuro qui…senza una prospettiva, senza un appiglio, senza un cazzo! Vabbè discorsi triti e ritriti…comunque potranno toglierci gli striscioni, potranno toglierci i tamburi, potranno toglierci le bandiere, ma non ci toglieranno mai la voce ed il cervello per capire che viviamo in un paese corrotto, benpensante e senza nessuno prosepttiva per i giovani…

VAFFANCULO REPUBBLICA ITALIANA!