Da Domenica si cambia

A partire da Domenica contro Il Torre Maura il nostro gruppo apporterà delle modifiche sostanziali nel seguire la squadra fino alla fine dell’anno. Complici di tali cambiamenti le troppe promesse della dirigenza a inizio anno non rispettate, l’atteggiamento di troppe persone a considerare la nostra squadra come una qualunque altra squadra di Prima Categoria e soprattutto il clima celato o qualche volta palese di vera mancanza di rispetto e di insofferenza nei confronti del nostro gruppo già prima dell’ultima partita casalinga con il Rocca Priora, dove l’astio di alcuni per motivi non chiari si è manifestato in tutta la sua pienezza. Avendo il nostro gruppo sostenuto tutto l’anno la squadra di fronte a qualsiasi risultato e senza grandi eccessi fino a Domenica scorsa, non ci sentiamo in condizione di dover chiedere scusa a nessuno visto che i giudizi non si traggono da una sola partita ma dalla stagione nel suo complesso. Siamo stanchi di mancanze di rispetto varie e di gente che ci attacca alla prima occasione scordandosi quanto abbiamo fatto prima anche con la squadra che offriva prestazioni oscene. Pur salvando quelle poche persone che ci hanno sempre e comunque dato rispetto, il nostro atteggiamento sarà da ora decisamente più freddo e distaccato di come lo è stato finora.

Un nostro comunicato di prossima uscita spiegherà la situazione in maniera più esauriente.


Come arrivare al campo Sbardella
Il Torre Maura- Lodigiani di Domenica prossima

Si gioca praticamente in casa Domenica essendo il campo attaccato al Raccordo: di fatti per arrivare basta prendere la Casilina e girare alla prima a sinistra dopo il Raccordo (o uscire dal Raccordo in direzione Frosinone e girare alla prima a sinistra). Per il discorso mezzi affidatevi tranquillamente a quelli che passano sempre sulla Casilina, consigliabili il 105 e l’ormai ex trenino Roma – Pantano (l’attuale capolinea Giardinetti è a pochi metri dal campo). Il campo per la cronaca è in via dei ruderi di Terranova, purtroppo in sintetico.

Lodigiani – Rocca Priora 1-1
Vince solo la tensione


La Lodigiani pareggia 1-1 col Rocca Priora, squadra battuta all’andata, passata in vantaggio su rigore e ripresa solo nel finale dalla nostra squadra grazie ad una reazione d’orgoglio che sarebbe servita in ben altre occasioni.

In campo e sugli spalti: oggi risulta difficile distinguare quello che è successo dentro e fuori il campo, quindi ci sarà un commento unico. Va detto che, fino al vantaggio del Rocca Priora, si è vista la solita Lodigiani senza né grinta né cuore che ormai vediamo da troppe giornate di fila. E dire che comunque già rispetto alla gara col Bellegra qualche miglioramento c’era stato. Nel primo tempo si sbaglia un’occasione clamorosa per parte, ma alla Lodigiani viene annullato un gol per un motivo non precisato. Il nostro gruppo nel primo tempo offre una delle migliori prestazioni dall’inizio dell’anno, tra di noi ci si diverte, si fa un tifo incessante, si accende un pò di tutto, insomma, sembrava più una delle nostre partite da trasferta che da casa. Il malcontento nei confronti della nostra squadra prende forma a fine primo tempo dopo 45 minuti di sostegno incondizionato da parte nostra, come sempre. Un deciso "fuori le palle" e un "c’avete rotto er cazzo" accompagnano la nostra squadra negli spogliatoi.

Nel secondo tempo la situazione degenera, soprattutto tra di noi cresce il malcontento per l’ennesima prova incolore della squadra. Ma il peggio deve venire e su un generoso rigore concesso ai Castellani andiamo in svantaggio, e la contestazione sugli spalti diventa più aspra. Il campo diventa oggetto di un (inutile) fitto lancio di roba non proprio adatta a finire su un campo di gioco, e alla nostra contestazione vocale un giocatore nostro ci risponde, e da là nasce tutto l’inferno che ne segue: gente arrampicata sulle recinzioni, insulti tra campo e spalti, la situazione grottesca che rischia di degenerare in rissa quando intervengono dirigenti e parenti in tribuna contro di noi. Mai visto nulla del genere dal 1994. Dopo qualche minuto di tensione, istanti in cui la partita è tardata persino a riprendere, si decide di smettere di tifare all’unanimità. La situazione ridegenera quando al pareggio della nostra squadra, che dal momento dei casini ha cominciato veramente a tirare fuori le palle come avrebbe SEMPRE dovuto fare, un giocatore ci indirizza, esultando, un "merde", e anche lì si stava per scatenare il putiferio, la differenza l’hanno fatta alcuni di noi e qualche spettatore della tribuna che hanno cercato di calmare gli animi (tra cui il padre del giocatore che ci ha rivolto l’insulto). A fine partita un pò tutti, dal campo, sfilano sotto il nostro settore per parlarci: molti dirigenti, qualche giocatore che ha avuto le palle di esserci e di confrontarsi (Titti, Martino, D’Innocenzo e Petrucci, a loro va il nostro ringraziamento per averci guardato in faccia), e infine arrivano anche Catani (col quale vi era stato un diverbio durante la partita), e dopo un lungo confronto ognuno è andato per la propria strada, solamente alle 13.30 abbiamo lasciato La Borghesiana.

Ora trarre delle conclusioni da una giornata come questa è difficile, e probabilmente in settimana diffonderemo un comunicato per sintetizzare la nostra . Sicuramente su molti aspetti il nostro comportamento non è stato da elogiare, soprattutto se pensiamo che a inizio anno abbiamo predicato una maturità che oggi non abbiamo dimostrato. Ma visto che questo è uno spazio per comunicare verso l’esterno, i nostri problemi e i nostri limiti li discuteremo in riunione. Personalmente mi sento di scusarmi con chi aveva bambini e donne in tribuna che hanno dovuto assistere a queste scene, era 1000 volte meglio scontrarsi e pigliarcele con 100 Torresi incazzati che offrire un teatrino del genere. PERO’ voglio ricordare che in tutto il girone di andata, nella Coppa Lazio e in tutte le amichevoli abbiamo dato prova di un comportamento esemplare in ogni circostanza, e solo oggi si è persa la pazienza e si è arrivati a fare qualche cazzata. E’ bene ricordarlo perché non voglio nemmeno dare adito a chi ci reputa, dopo averci visto oggi, la feccia della feccia. La nostra contestazione al gol del Rocca Priora è stata eccessiva ma anche figlia dela pazienza avuta fino ad ora, sconfitte su sconfitte e solo applausi per la squadra a fine partita, ribadisco che oggi per la primissima volta si sono persi i nervi. Ma voglio anche ben ricordare che i nostri giocatori e le loro risposte hanno esacerbato la situazione, rischiando di farla degenerare in rissa. Bastava prendersi le contestazioni e non rispondere perché, è bene ricordarlo, non siamo solo noi quelli che sugli spalti dobbiamo dare prova di maturità e coesione. Coesione e maturità le dovete dimostrare pure voi in campo cari giocatori, forse nelle squadre in cui avete militato finora non avete mai sentito così il peso diella maglia che portate….voglio solo dire che la maglia non si onora solo giocando belle partite e impegnandosi, ma anche starsi zitti di fronte a tifosi che vi hanno sostenuto anche sotto di 3 reti a Castelverde e Colonna o sotto di 2 a Grottaferrata, siamo gli stessi che per vedervi si pigliano i malanni e dormono poco tra il Sabato e la Domenica. Il nostro gruppo non serve solo quando si va bene e si vince, ma anche in momenti di difficoltà come questo.

Ai dirigenti che sono venuti a fine partita voglio dire che prenderemo in considerazione quello che ci avete detto e ne faremo tesoro, ma voi fate tesoro di ciò che oggi abbiamo detto a voi a fine partita. Visto che ormai quel che è detto è detto, solo su una cosa voglio dire l’ultima parola: quando ci dite che pensiamo troppo al tifo e non diamo pressione su arbitri e avversari….è vero, verissimo, ma noi non ci possiamo sdoppiare o triplicare per: 1) cantare; 2) rompere il cazzo al’arbitro; 3) intimorire la squadra avversaria. Il nostro vero compito come gruppo è solo il numero 1, il 2 e il 3 dipendono un pò dalla situazione, ma dovrebbero soprattutto essere compiti del resto del pubblico che NOI NON ABBIAMO e che predichiamo da inizio campionato: pensate ai campi strapieni del Colonna, del Garbatella e del Castelverde: la differenza l’ha fatta sempre il tanto pubblico non ultras che sostiene la squadra, quel genere di pubblico che ho visto anche a S. Basilio contro il Villa Reatina in Coppa Lazio. A loro manca un gruppo che dà sostegno 90 minuti come il nostro, a noi manca il calore popolare che ha quella gente. Con un pò di impegno si potrebbero ottenere entrambi.

Per il resto credo che fino a fine anno seguire questa squadra non sarà più la stessa cosa. Credo che noi non dovremmo più avere comportamenti eccessivi come oggi, però sia chiaro che non accetteremo mai provocazioni di nessun tipo. Per quanto riguarda noi cerchiamo di concludere questa stagione in divertimento, riorganizziamoci e portiamo ancora con orgoglio in giro i vessilli del nostro gruppo. Dipende solo da noi ormai.


LODIGIANI – ROCCA PRIORA

1 a 1

" l’albero della discordia "


MEJO 4 PECORE CHE 1000 DINONI CONVINTI AHAHAHAHAHAHAH

ANCONA DOCET


Presenza coi Sangrini


Oggi per la prima volta dall’inizio della stagione corrente siamo riusciti a presenziare con i nostri amici Sangrini in quel di L’Aquila, in occasione della Coppa d’eccellenza d’Abruzzo. A parte l’anonimo 2-0 sul campo a favore della squadra aquilana, da segnalare qualche nostro coro ad inizio primo tempo (molto belli l’iniziale "dai castello dai castello eh" e il coro sulle note di tanto pé canta fatto una strofa per il Castello ed una per la Lodigiani), ed un tifo sicuramente migliore nel secondo tempo dove non abbiamo mai smesso di cantare, con tutta la squadra che ci ha ringraziato a fine partita. Sulla sponda aquilana da segnalare in curva una frattura Nam – Rbe in due gruppetti di 10-15 persone, con cori quasi esclusivamente per i diffidati intonati 3-4 volte (agli Aquilani sono piovute in settimana ben 14 diffide per Castel di Sangro – L’Aquila) in tutta la partita, mentre da segnalare il gruppo diffidati fuori dallo stadio più verso il nostro settore, che cantavano più dei loro amici dentro la curva. Una giornata piacevole nonostante la pioggia battente, che tiene più viva che mai la nostra amicizia coi giallorossi sangrini!


Lodigiani – Bellegra 0-1
Apatia in campo, depressione sugli spalti


Ci ho messo molto a pensare cosa scrivere in questo pezzo. L’inizio di stagione sembra lontano di anni, e la stagione si sta trasformando, tolte le dovute eccezioni, in una totale Caporetto per l’intero ambiente biancorosso.

La squadra: il pensiero ricorrente che ho avuto oggi guardando la partita è stato: cosa ha il Bellegra più di noi? E mi sono risposto in continuazione "niente"…però, dopo questa risposta mi sono anche chiesto: perché la squadra non gioca? Perché non ha voglia di mettere il cuore oltre l’ostacolo? Perché nessuno in campo sembra voler onorare la maglia che indossa? Questa è la sintesa della partita, ma forse lo potrebbe essere di una stagione che, in ogni caso, va storta su molti versanti. La partita di oggi ha visto il Bellegra vincere col minimo sforzo (impegnandosi addirittura meno del Rocca di Papa), oggi come non mai ho percepito la tremenda difficoltà della nostra squadra a creare gioco e insidie per i nostri avversari. Ci ho riflettuto molto, e credo che, al termine del girone di andata, le colpe vengano da molto lontano: da un inizio di stagione con troppe promesse senza nessuna base concreta; troppa inesperienza di molte, troppe persone; forse un pò di mancanza di umiltà; la mancata identificazione tra squadra e dirigenza con quella che è la storica Causa Lodigiani; probabilmente il mancato appoggio da parte dei nostri stessi dirigenti (della Lodigiani)verso quella parte nuova versante Stilecasa che avrebbe dovuto essere più introdotta man mano nell’ambiente storico biancorosso. Si sono create due identità che non collidono, separate, il cui unico collante, diciamoci pure la verità, siamo stati noi tifosi. Personalmente sono molto preoccupato non solo per la restante stagione, ma pure per l’anno prossimo. Ogni tanto mi arriva qualche garanzia da parte dei soliti personaggi ma sinceramente ho il terrore di affrontare un’altra stagione così spersonalizzata. Già, perché avendo vissuto la serie C non ho comunque grandi pretese, ma pretendo se non altro di riconoscere la mia squadra. E ultimamente a me sembra di assistere ad una realtà totalmente estranea alla Lodigiani, senza cuore, grinta ed entusiasmo. Ho il terrore anche del girone di ritorno, a quante umiliazioni dovremo ancora assistere. Per me tutto ciò sta diventando un pò troppo. Anche oggi la trovo un’umiliazione, non perché non ci potesse stare una sconfitta, ma perché non ho visto un tiro in porta, non ho visto mordente, ma solo tanti errori. Una squadra che ultimamente mi sembra che non si aiuta, non comunica. Questa è l’impressione di chi la guarda da fuori. E io, ribadendo di non avere grandi pretese, almeno una cosa la chiedo: riconoscere la mia Lodigiani, farmi sentire che lo spettacolo al quale sto assistendo è quello della mia squadra e non di una realtà a sé stante. Forse da tempo anche noi avremmo dovuto chiedere un confronto con le anime che compongono l’ambiente biancorosso, ma non essendo un momento troppo brillante neanche per noi per ora si rimanda a tempi più felici. E ora che si fa? Personalmente avrei delle cose da suggerire, ma tanto credo che nessuno ha voglia di seguire i consigli di gente che è reputata come rompicoglioni, soprattutto quando si perde e le cose non vanno come dovrebbero. Col massimo dello sconforto dico solo: speriamo in meglio per il futuro.

Sugli spalti: non mi piace la situazione che si sta vivendo ora nel gruppo, ma come si dice i panni sporchi si lavano in famiglia e niente sbroccate sul blog. Ma che nessuno mi venga a dire che in questa fase le cose stanno andando bene perché vediamo tutti che non è così. Cercando quindi di tenere il discorso strettamente alla partita di oggi non c’è molto da dire. Il nostro dovere lo abbiamo fatto, nonostante con questa situazione ambientale è difficilissimo trovare gli stimoli giusti. Solo le nostre prodezze a pallone prima della partita mi hanno tirato su il morale per il resto….comunque il nostro tifo è stato senz’altro al di sopra della sufficienza, almeno dal punto di vista canoro abbiamo poco da rimproverarci. Forse vorrei che anche noi ci mettessimo più cuore nell’intonare i nostri cori, dovremmo essere orgogliosi di cantarli in ogni istante dopo 4 anni in cui ci sembrava che fossimo privati di una parte vitale di noi, e ora, dopo pochi mesi, mi sembra che il tifo avvenga in maniera meccanica e spassionata. Un’impressione? Spero di si. Tra le note positive la torciata di oggi venuta veramente molto ma molto bene, un pubblico abbastanza numeroso e soprattutto tutto di casa (era ora, fosse sempre così….)e poco altro. Nota stonata la fanzine che oggi abbiamo provato a lasciare all’ingresso a offerta libera ottenendo come risultato pochi spicci, molte copie prese a sbafo, insomma, il cuore che mettiamo nello scrivere il nostro giornalino (quello si) non è assolutamente ripagato dai risultati. Da Domenica prossima si torna ai metodi tradizionali. Speriamo in una migliore partecipazione del nostro gruppo.