Non è vero niente, ma se fosse vero…

Dal sito http://www.calciolaziale.com

GOD SAVE LODIGIANI!

E' ufficiale: Giacomo Spaini guida

un gruppo di imprenditori

comprendente Piero Tulli

e Massimo Paoloni

 

Nonostante sia spesso in giro per lavoro, pur dalle terre argentine, il valevole, apprezzato e polivalente imprenditore romano Giacomo Spaini, già presidente del Settebagni Calcio Salario, ha fatto partire una precisa lettera, che riportiamo in anteprima, di seguito, indirizzata al primo cittadino di Roma, Giovanni Alemanno, e al delegato allo Sport della Capitale, Alessandro Cochi.

Nella comunicazione vengono confermate le volontà, le voci riguardanti il nobile e profondo tentativo di salvare il nome LODIGIANI e di farlo attraverso quel campo, il "Francesca Gianni", che tanta storia ha costruito, prima dalla Promozione all'Interregionale (fine anni '70, inizio degli anni '80, quando non esisteva l'Eccellenza, nata 20 anni fa, n.d.r.), poi dalla Serie D alla C2 con il passaggio al "Flaminio" e all'arrivo in C1, fino al play-off (giugno 1994) giocato all'Olimpico con la Salernitana, che salì la settimana dopo in B.

La tenacia del gruppo facente capo a Giacomo Spaini è davvero ammirevole, perchè oggi gestire un nome così rilevante, inserito nella storia calcistica, sportiva, e nel tessuto sociale di Roma, non è cosa semplicissima. E siccome il popolare presidente del Settebagni già ha preso la gestione del campo di via di San Basilio, i presupposti per fare una cosa seria ci sono tutti, al punto che i lavori per la sistemazione della struttura sono partiti qualche giorno fa.

"Preg.mo Sindaco di Roma,
in relazione al provvedimento del Consiglio Federale del 19 luglio u.s. attraverso il quale è intervenuta la mancata concessione della Licenza Nazionale per il Campionato di Lega Pro per la stagione 2011-2012 alla società Atletico Roma, con la presente, il sottoscritto, Dott. Giacomo Spaini, in qualità di promotore di una nuova costituenda società sportiva, ha cura di presentare alla Sua cortese attenzione e a, la candidatura e l’interesse della predetta società ad avvalersi della procedura di cui all’articolo 52 delle Norme Organizzative Interne Federali, al fine dell’attribuzione per il campionato Interregionale del titolo sportivo ex Atletico Roma".

Inizia così la lettera inviata da una cordata di imprenditori romani capeggiata dal Dottor Giacomo Spaini che intenderebbe ripartire dal gradino più alto dei dilettanti (serie D) al fine, dunque, di scongiurare e non disperdere, quel patrimonio di storia, cultura e passione sportiva che è stata prima la Lodigiani e poi la Cisco Roma. Una realtà, questa, che nella prossima stagione sportiva avrebbe raggiunto il traguardo del suo quarantesimo compleanno di storia!

Il progetto ripartirebbe presso il centro sportivo Francesca Gianni in via del casale di San basilio (gia’ nella disponibilità del presidente Spaini), già sede storica della Lodigiani Calcio. Al progetto hanno manifestato, tra gli altri, il loro interesse, l'ex numero 1 della Cisco Roma, Piero Tulli, e l'imprenditore romano Massimo Paoloni.

Fonti vicine e bene informate parlano di un avvicinamento bipartisan del mondo della politica a sostegno di un'idea che, negli ambienti sportivi, e tra i comuni appassionati e uomini della strada, ha già riscosso ampi consensi e moti di simpatia. Infatti qualche giorno fa si erano mossi, dal mondo della politica romana e laziale, Enzo Foschi, consigliere alla Pisana, Paolo Bianchini, Pino Battaglia, Patrizio Prestipino, assessore alla Provincia di Roma per lo Sport e il Turismo, Alessandro Cochi e Antonello Aurigemma per il Comune di Roma, e, a fare da regista, l'attento consigliere della Provincia Marco Palumbo.

Adesso la palla passa a entrambi gli schieramenti della politica capitolina e regionale, i quali, giocoforza, dovranno lavorare con una solida e rapida unità d'intenti.

Massimiliano Cannalire

(ha collaborato Antonio Manganiello)

La fine dell'Atletico Roma, già da mesi, era abbastanza scontata, a meno che il club dei Ciaccia non fosse riuscito a salire in cadetteria. Quello che però appare incredibile, è che da questa fine rocambolesca dei Biancoblu, la storia possa tornare in mano alla sua legittima proprietaria. Di fatti, alcuni imprenditori, guidati dal patron del Settebagni Calcio, vorrebbero usufruire del posto lasciato dall'Atletico Roma per il Lodo Petrucci, riportando il nome Lodigiani in alto, ripartendo direttamente dalla serie D.

I fatti: premetto che sappiamo molto di più di ciò che verrà scritto, ma alcune situazioni vanno lasciate solo e direttamente in mano a chi si sta occupando delle trattative. Già da un paio di settimane il Settebagni ha fatto parlare di sé: ha acquisito il Francesca Gianni, per farne il primo tassello di un "nuovo club"(quindi niente più Settebagni Calcio Salario) che possa comprendere Roma dalla Tiburtina alla Salaria. Anche io, quando ho letto queste cose, ho avuto un "bip"nella testa che diceva: ma niente niente questo vuole riproporre la Lodigiani o qualcosa di simile…. Oggi , con l'Atletico Roma escluso dalla serie C, c'è l'opportunità del Lodo Petrucci. Va detto che il gruppo non si è ancora riunito per decidere come accogliere questa iniziativa, anche se abbiamo i nostri canali per saperne un pò di più. Io dico la mia: già che per il Lodo Petrucci si riparla solo ed esclusivamente di Lodigiani è qualcosa che mi fa godere. Mi fa respirare aria di vittoria…perché noi abbiamo sempre detto che l'unica vera terza squadra di Roma è la Lodigiani e che il resto è bluff. E ora che tutti, imprenditori, politici e gente dello sport, sono arrivati alla nostra stessa conclusione alla quale noi siamo arrivati anni fa…beh, permettetemi di dire che questo gruppo non solo è sempre stato un passo avanti, ma ha tracciato una linea che ci ha messo anni a marcarsi, ma ora è netta. Ripeto: già che oggi si parli di tutta questa faccenda è una nostra vittoria ed un nostro inequivocabile merito.

E' bene sottolineare che non sto assolutamente sposando la linea dei beneficiari (del tutto ipotetici per ora) del Lodo Petrucci in favore della Lodigiani: bisogna vagliare chi sono, chi non sono, la serietà del progetto e poi, lo ripeterò sempre, qualunque cosa verrà fatta dovrà godere di una doppia legittimità: il riconoscimento da parte nostra e di Malvicini, e posso garantire che il primo è addirittura più tosto del secondo, tant'è che se Malvicini non dà il marchio qualcosa di simile si può fare; ma se non c'è il nostro riconoscimento vuol dire che quella che da Settembre scenderà in campo non sarà la Lodigiani. E poi c'è il coinvolgimento di Tulli che non ci piace assolutamente, forse, in una letterina a tutti gli interessati, dovremmo ricordare le carognate subite dalla Cisco negli anni 2003 – 2004. Certo, se poi un Tulli venisse a contare come un qualsiasi azionista dell'attuale Lodigiani al 3% si valuterebbe per il bene della Lodigiani.

Di sicuro noi non vogliamo essere lasciati ai margini della questione: lo sanno anche gli attori coinvolti nella faccenda che senza di noi non si procede, altro che lettere a Cochi e ad Alemanno.

Però lasciatemi un minimo sognare: a Settembre una Lodigiani in serie D a San Basilio non sarebbe bella, ma semplicemente da orgasmo. Che tutto vada come deve andare. Noi siamo sempre vigili e speriamo per il bene della Lodigiani.


Deliri di mezza Estate

 
Dal sito di Passione Calcio
 
Lodigiani, la fenice del calcio regionale
Tulli e Cionci uniti per far rinascere il club
 
Di Luca Lo Iacono

Il passato ha un odore, un colore, e lascia dietro di sè ricordi a tinte monocromatiche. Quasi sempre però ha anche una fine. E quanto visto oggi con il crack dell'Atletico Roma ne è la prova tangibile. L'ingloriosa fine del club dei Ciaccia, che avevano rilevato il titolo dalla Cisco che a sua volta aveva fatto altrettanto con la Lodigiani, ha spento una fiammella che durava fin dal 1983 quando il team guidato da Attardi conquistò la C2. I ricordi di quella gloria ed i trionfi che hanno contribuito alla nascita del modello Lodigiani, oggi più che mai sono però solo fotografie ingiallite nelle vecchie segreterie polverose. In pochi giorni infatti Lodigiani e Atletico Roma sono sparite dal calcio regionale, uccise o suicidatesi poco importa. Finite insomma nei crismi del passato che per quanto glorioso, come detto ha una fine. La storia però fortunatamente non ha epilogo e la Lodigiani è come Misery. Semplicemente non deve (e non può ) morire. Per questo Cionci e Tulli (ahahahahahahahahahahaha!!!!! Ndr), due giganti (ahahahahahahahahahahahahahaha ndr) che fecero grande il club (quale club? ndr), stanno da giorni lavorando sotto traccia  per ricostruire una nuova società ex novo che possa rinascere dalle ceneri dell'Atletico Roma facendo sorgere una nuova squadra da assurgere al ruolo di terza squadra della capitale in pochi anni. Per il momento c'è poco più di un'unità di intenti, ma dopo i fatti odierni i due imprenditori potrebbero decidere di dare una stretta finale alla manovra di ricostruzione. In una lettera inviata alle istituzioni infatti Cionci e Tulli si sono già detti favorevoli a rientrare nel club con investimenti mirati, ma una condicio sine qua non è quella del campionato di appartenenza dal momento che vorrebbero partire soltanto dalla serie D per coniugare un progetto basato sui giovani come il modello Lodigiani imponeva nei tempi dorati. Altro nodo da scioglere, oltre ovviamente a quello dello stadio, sarà quello del nome dal momento che il marchio è in mano a Malvicini ed è dunque da escludere un riferimento diretto al nome Lodigiani. Ad oggi dunque la situazione è poco più di un'idea primordiale, ma la macchina si è messa in moto e così   come la storia sarà difficile fermarla.
 

Dall’ultimo Comunicato Ufficiale FIGC Lazio
 
Si da atto che la società LODIGIANI CALCIO previa rinuncia al Campionato di competenza, ha avanzato istanza al fine di conservare la matricola assegnata e l’anzianità di affiliazione maturata per partecipare al Campionato di Terza Categoria Under 18 con mantenimento del vincolo per i calciatori in età per tale campionato.

 
 
Raaaahhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!! Uaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhh!!!!!!!! Delirio! Pazzia! Queste notizie, se non si stesse consumando un dramma in piena regola, sarebbero delle barzellette! Cazzo,  è da poco che ho fatto una battuta: “Mo che è venuto fuori Longarini prima o poi risbucheranno fuori pure quella della Cisco”! Chiamatemi Nostradamus, anche se non mi aspettavo tempi così brevi! Lavoro “sotto traccia” dice il buon Luca Lo Iacono, quello che starebbero facendo il “dream team del calcio romano”, Tulli e Cionci per ricreare la Lodigiani! In effetti giusto così si può definire il loro lavoro, visto che stanno risbucando fuori come i sorci dalle fogne (cit. “Voce in Capitolo” numero 8)! Non so cosa dire: roba del tipo: “ma questi non hanno ancora capito? Ancora così stanno? Mandano le lettere alle istituzioni, ma non sanno che è con NOI che devono fare i conti? La Lodigiani è “roba nostra”. Anzi, dico di più: la terza squadra di Roma è “roba nostra”. Finisce l’Atletico Roma? Si pensa a ricostruire la Lodigiani, mica l’Atletico o peggio ancora la Cisco! E bravo sempre Lo Iacono, che dice che la Lodigiani è come “Misery”: non deve morire! Ma, sempre per citare Stephen King a me Cionci e Tulli, il “dream team”( manca solo il jolly Appetiti che tanto risbucherebbe fuori alla grande al momento giusto) fanno pensare piuttosto ad IT, o a “Desperation”. Eppure il nostro ultimo comunicato, che i Tulli hanno sicuramente letto diceva: “Questa è la triste realtà di cui oggi prendiamo atto: progetti che non si sono riusciti a portare avanti per ostruzionismo legato a puri interessi economici, personaggi che si sono sempre riciclati nel calcio che continuano a creare la devastazione totale ovunque passano, una storia tremenda come la nostra che non ha insegnato nulla a nessuno, una Lodigiani che vede di fatto la propria sparizione proprio nell’anno in cui avrebbe dovuto festeggiare i suoi 40 anni di esistenza”. Possibile che a questi non siano fischiate un minimo le orecchie? Va ricreato un terzo polo calcistico romano, e, visto che ogni alternativa è inutile, si deve chiamare LODIGIANI. E’la storia che lo esige. Ma a ricrearla dovranno essere personaggi NUOVI, e non riciclati come la carta. Serve un controllo del marchio da parte dei tifosi e di chi tiene alla Lodigiani, il resto sono chiacchiere. Basta cazzate. Tulli e Cionci possono scrivere lettere a tutte le istituzioni che vogliono, per quanto mi riguarda possono scrivere anche al Papa o ad Obama, ma alla fine i conti li dovrebbero fare con noi, e non si devono azzardare minimamente a fare riferimenti alla Lodigiani. Vogliono rifare la Cisco? Si accomodassero, tanto farebbe la fine della precedente. Vogliono chiamarla Sporting Roma, Mens Sana Roma, Capitolina Roma, Gladiatori Roma o come gli pare a loro? Sempre la stessa fine faranno, perché ogni tentativo dovrà fare i conti con due fattori di non poco conto: storia e tradizione. Il resto è aria fritta. Mi verrebbe da dire “meno male che è Malvicini ad avere il marchio”. Ma non è così. Purtroppo Malvicini negli ultimi 11 anni il marchio Lodigiani non lo ha più saputo gestire. Ne ha tenuto il possesso come un genitore attaccato morbosamente al figlio, ma ha sbagliato. A Settembre, quando lo vedrò, non esiterò a dirglielo. Insisto: la gestione del marchio è ora che passi di mano, ma non a parvenu e riciclati, ma a gente affidabile. Nuova. Aria fresca. Stile Lodigiani, immagine pulita. A proposito di stile, almeno un commento lo merita ciò che ha fatto la Lodigiani con la propria squadra Juniores: è stata iscritta una squadra in serie Zz, ovvero la terza categoria under 19, che teoricamente dà l’accesso in Seconda, de facto è solo una maniera, peraltro poco pulita, di non svincolare i ragazzi Juniores. Noi valuteremo anche questa situazione, se io fossi uno dei giocatori che non riescono a svincolarsi non scenderei in campo. Un’umiliazione per loro, un’umiliazione per i 40 anni della nostra storia. Ma del resto, loro in fatto di calcio la sanno Longa, pardon lunga (scusa Roscio ti ho fregato la battuta). Delirio!


E infine rimasero i tifosi…


I fatti che hanno portato alla fine dell'ASD Lodigiani (o quasi) in questi giorni hanno chiuso un'epoca. L'epoca di dirigenti disaffezionati che non sanno più bene cos'è la Lodigiani. L'epoca di dirigenti vecchi che pensano che la Lodigiani debba morire con loro. L'epoca dello sfruttamento di un marchio storico per puri fini propagandistici e speculativi. E' ovvio che ora come ora la Lodigiani non ha un futuro. Di certo esso non può essere rappresentato da quel poco che rimane alla Borghesiana e che tanto è destinato a finire con l'ingresso di Longarini. Noi stiamo valutando varie opzioni che saranno meglio definite a Settembre, tuttavia qualcuno si scordi pure che noi molleremo la presa. Quel che è certo è che il marchio Lodigiani va ceduto in buone mani. Il teatrino di queste ultime ore dovrà essere l'ultimo atto del vecchio che passa per non tornare più. Noi non vogliamo che la Lodigiani muoia perché per noi sono anni di vita e di battaglie. Ma non siamo neanche disposti ad accettare che il marchio Lodigiani resti nelle mani di persone che sono stati incapaci di fare un progetto e di ricostruirla. La Lodigiani rivenduta a Longarini come nel 2000. Stavolta però state certi che non ci sarà una Cisco bis. Se Longarini vuole continuare con la sua Academy facesse pure, ma ciò non riguarda la Lodigiani. La Lodigiani siamo noi e per forza di cose ne rappresentiamo il futuro. L'unica speranza in mezzo al nulla più totale.


Un calcio nelle palle

 
Così possiamo definire quello che la dirigenza della quasi scomparsa ASD Lodigiani ha fatto ai suoi tifosi e al suo stesso nome, al marchio, alla storia che vi sta dietro. Ormai della Lodigiani, almeno di quella rifondata nel 2005, non esiste più niente. Quello che ne rimarrà, a livello di giovanili (tra l’altro, pare, solo Allievi e Giovanissimi, neanche la Juniores), sarà solo lo stato di pre-morte di una squadra gloriosa finita nel fango. La prima cosa che andrà fatta è, quindi, il disconoscimento dell’attuale ASD Lodigiani con la storia dell’AS Lodigiani 1972. Non possiamo più permettere a questi cialtroni di appropriarsi illegittimamente di un marchio sul quale hanno gettato merda. Del resto, dire “La Lodigiani non siete voi”, è, a questo punto, una mera formalità, che sarà completata da Longarini la prossima estate quando si procederà alla fusione tra BSA e i cocci della Lodigiani. Sinceramente non so con quale spirito i dirigenti della vecchia guardia rimasti dovrebbero affrontare questa stagione: fossi in loro, avessi una dignità, me ne andrei subito. Sarebbe una maniera pulita per salvare la faccia, evitare future figure di merda e dire “Io con questa roba non c’entro niente”. Ma del resto vi aspettate che qualcuno lo farà? Attenderanno tutti il biscotto del patron Longarini, sperando in qualche incarico e qualche soldino in busta paga da aggiungere al bilancio familiare di fine mese. “Tenemo famija”.
 
Noi Ultrà stavolta ce l’abbiamo messa tutta. Uno sforzo forse tardivo, ma immenso, per evitare la sparizione della nostra squadra. Abbiamo sfruttato sia i canali ufficiali sia quelli più consoni alla tradizione del gruppo, qualcuno ha pure provato ad agganciare degli imprenditori per salvare la baracca. Non è stato lasciato nulla di intentato. Mentre altri procedevano coi loro lucrosi affari, altri, per puro idealismo, cercavano di salvare il salvabile. Il calcio è anche bello per questo, e senza falsa modestia, lasciatemi dire che in questa storia il bello del calcio lo abbiamo rappresentato noi. Tuttavia è innegabile che stavolta abbiamo perso, forse nessuno ha vinto, ma per noi la sconfitta è di quelle che bruciano. Se studiamo la storia della Lodigiani e degli Ultrà Lodigiani, noi non abbiamo mai perso. Solo mani vinte. Contro la cisco, la rifondazione della Lodigiani, il ritorno della prima squadra, persino l’uscire indenni, come gruppo, dalle diffide. Ma stavolta, a parte l’ennesima vittoria morale, forse la più schiacciante, a noi non rimane in mano niente. Senza squadra ma, stavolta, senza spiragli per una futura rifondazione.
 
E’ ovvio che un nome storico come la Lodigiani non può sparire. Non sarebbe coerente col calcio, o meglio, con una certa visione del calcio. La Lodigiani, almeno mi auspico, andrà rifondata. Forse ripartendo da una Terza Categoria, forse in futuro per mano di qualche pazzo che avrà voglia di fare una scommessa impossibile. Quel che è certo è che il futuro, se mai  ci sarà, dovrà essere assolutamente slegato da questi personaggi che ne hanno decretato la morte, e che non hanno mai agito per interesse della Lodigiani e della sua storia. Il nucleo “storico” della Lodigiani, compresi i personaggi più affezionati (o che lo dovevano essere), ha fatto il proprio tempo, ed è ora che si tolga dalle palle perché ha perso e perché ha danneggiato l’immagine della Lodigiani. Dovevano rifondare la Lodigiani ma l’hanno fatta diventare una creatura di carta pesta. Magari per loro Longarini terrà sempre la porta aperta.

 


Inquieto


Mi sono permesso deliberatamente di cancellare il commento di Giorgio dall'ultimo post per farlo diventare uno spazio a sé. Il motivo è semplice: voglio scrivere qualcosa sul futuro della Lodigiani (perché almeno nei miei sogni un futuro lo ha). Molto di ciò che voglio scrivere è contenuto in quanto state per leggere.
 

"Senza volontà senza sapere quando sarà una luna nuova
una forte nevicata un temporale
l'arresto che consegue il terremoto
allora un lampo unisce gli occhi e il
cuore con borbottio di tuono
muovono le parole e torna il tempo
ritorna l'energia torna la vita"


Così dicevano le prime righe di Inquieto, una poco nota canzone degli anni 90 del Consorzio Suonatori Indipendenti. Ci sarebbe bisogno di un consorzio indipendente per la nostra Lodigiani. Nostra, vecchia e stanca. Stanca come la voce dei propri dirigenti, dei propri "azionisti". Se siete stanchi andatevene a casa. Sopravviverà anche senza di voi. Era questa la richiesta del nostro comunicato che non elogiava Moretti che non spregiava nessuno. E' stato solo l'ultimo urlo, come quello di Cristo in croce, prima di spirare. Sono inquieto. Maledizione a me, a quando questa mattina alle 6 e 30 sono entrato al tabacchi e ho sfogliato il corriere dello sport, veloce alla pagina regionale. Neanche un secondo di soddisfazione che si parlava di Lodigiani e quello che era predetto (da noi) a quello che ci era stato dato per scontato ormai è diventato realtà. Un caffè per poco non mi ammazza, di traverso. Quando si dice "mi si girano le budella al pensiero". Questa volta penso sia finita veramente. Per sempre. Fino a mezzogiorno sono riuscito a bere un pò d'acqua e un bicchiere di succo alla pesca, per assorbire un pò di zuccheri. Non sò se avete presente il caldo di Roma in questi giorni (mi dispiace che i vacanzieri non capiscano). Non importa pensare al caldo che fa a Roma, bisogna sforzarci per altre cose. Ridarmi fiducia. Porca puttana se ve ne ho data. Ho creduto a quasi tutto. Longarini. Questa parola, per me parola, non credo che esisti neanche un Sig. Longarini (mai pervenuto) dovrebbe di per se dire tutto. Senza spiegazioni. Longarini. 2000-2003. Longarini. Eccoci. Ci siamo riusciti. Scuola calcio, pulcini, esordienti, giovanissimi, allievi, metteteci anche il calcio femminile e campi d'ultima generazione gratis, l'albergo ve li dà gratis. Baciamo le mani. Voi di calcio la sapete lunga.. io mi concedo una battuta, che voi la sapete Longa! Prendetevi l'elite, portate i ragazzi alla borghesiana soccer accademy (la prossima volta inventatelo più lungo il nome, potrebbe risultare troppo facile), insomma fate quel che volete, ma dateci una possibilità. Cedete questi titoli, voi lavorerete alla borghesiana non rimarrete a spasso, e fate fare la Lodigiani a qualcunaltro. Noi la veglieremo, non sarà sola. Avrete anche qualche soddisfazione nel sapere che al Francesca Gianni accompagnata da 350 spettatori la Lodigiani ha battuto il Terracina per due reti a zero. D'altronde a San Basilio nun se passa. Il mio numero ce l'avete, sapete chi sono, come mi chiamo e perchè scrivo ogni tanto. Cercateci, dateci retta. Noi di calcio non ne capiamo quanto voi, ma a Lodigiani vi diamo una pista… ps Noi siamo la Lodigiani, voi lo siete stato, con pace dei sensi, largo ai giovani!

Giorgio Vecchio UL '96


Rassegna stampa, 12 Luglio 2011


Dal "Corriere dello Sport", pagina 20 edizione Roma & Lazio (clicca sull'articolo per ingrandire)


Dal sito di Passione Calcio

Lodigiani,la storia si ripete
La società ha restituito il titolo di Promozione. In forse anche la Juniores

di Luca Lo Iacono

Chiamatelo deja vù, chiamatelo crimine verso la storia del calcio laziale,ma la sostanza non cambia. La Lodigiani sparisce  dalla cadetteria regionale. Ancora una volta. Quanto paventato dal gruppo degli Ultras che la scorsa settimana avevano inviato una mail dai toni allarmistici sul futuro dello storico club, si è alla fine avverato. Con buona pace della storia, di un nome diventato stile anche nel panorama nazionale, e di tutti i campioni sfornati negli anni. Attriti interni tra il gruppo di maggioranza , ovvero la famiglia Moretti, e lo zoccolo storico composto da Malvicini e Ceci hanno fatto praticamente sparire la Lodigiani dal campionato cadetto. Titolo restituito nel campionato di Promozione, dubbi sulla partecipazione a quello Juniores, e quote societarie che dovrebbero passare al gruppo Longarini che dovrebbe mantere il nome Lodigiani ma puntando esclusivamente sul settore giovanile che avrà come quartier generale "La Borghesiana". Il tutto dovrebbe essere ufficiale entro poche ore. D'altronde ormai la storia ,nel calcio spesso ,è solo un fardello scomodo…

Domande destinate a rimanere senza risposta

 
Maura ha risposto alle domande del Corriere Laziale. Un’intervista poco diplomatica ma che almeno ha raccontato la verità. Ma di domande insolute troppe ne rimangono, io le rivolgo ai nostri dirigenti non nella speranza di una risposta che tanto non arriverà mai, ma per farli se non altro riflettere sulle ultime vicende:
 
– Avendovi quasi tutti conosciuti, e avendo sempre dichiarato il vostro amore per la Lodigiani e, in passato, la vostra avversione per la Cisco, come vi viene in mente di ridare la società, o fondervi, con la squadra della persona che l’ha distrutta?
 
– Si sa, a Longarini poco o nulla è mai importato della Lodigiani, e in questo momento a lui fanno gola le categorie èlite della Lodigiani, che sul campo la BSA non riesce a ottenere (perché loro, in fatto di calcio, la sanno lunga, come recita il loro pannello pubblicitario), nonché l’ottima scuola calcio della Lodigiani. Ma voi ritenete giusto svendere le categorie conquistate sul campo ad una persona che le ottiene solo con i soldi?
 
– Se sin dall’inizio sapevate di non farcela da soli, e di non valorizzare appieno il marchio Lodigiani, perché, nel 2005 non avete creato una squadra con un altro nome, invece di usare un marchio che non si è mai sputtanato e che ha una ferrea tradizione da seguire?
 
– Perché non avete venduto le quote a Moretti quando vi ha fatto la sua proposta? Per 10.000 € in meno da dividere in 5-6? Non credo. C’era già la proposta di Longarini nell’aria?
 
– Visto che qualcuno di voi, nei commenti di un precedente post, ci ha fatto i conti della serva sulla questione della scuola calcio e sui costi che ha, visto che ultimamente vi calate nei panni degli economisti del pallone, non pensate che sia un enorme spreco di denaro non provare neanche a vendere un titolo di Promozione?
 
– Cosa pensate del fatto che Federici ha dato in cambio di un 3% di quote (cioè il nulla) senza nessun ruolo dirigenziale il titolo di Promozione e che oggi quel titolo lo state buttando nel cesso?
 
– Quali erano gli effettivi svantaggi di San Basilio se era stato firmato un contratto di affitto 10+10 per il Francesca Gianni con costi bassi all’inizio e aumentati proporzionalmente anno per anno contro l’affitto da pagare (a Longarini) per un impianto elefantiaco e sperduto come La Borghesiana? Per caso era troppo distante da casa vostra?
 
– Non pensate che la Cisco Lodigiani e una eventuale, se mai ci sarà, BSA Lodigiani, siano la stessa cosa? E che quindi nulla avranno a che vedere con la Lodigiani?
 
– Se Longarini è uno da ringraziare in caso di ingresso nel club (o di fusione con la BSA), come afferma Maura nell’intervista al Corriere Laziale, come mai non iscrive la squadra ad un mero campionato di Promozione Laziale, avendo già gestito squadre dalla serie A alla C?
 
– Perché affermate che pagare i costi dell’impianto della prima squadra alzerebbe i costi di affitto del campo? L’affitto del campo è un costo fisso, il problema risiede solo nel gestire i campi tra le varie squadre.
 
– Pensate che sia davvero così oneroso iscrivere una squadra in Promozione affidandola interamente o quasi a ragazzi giovani che vogliono farsi largo nel calcio?
 
– Cosa ha la Lodigiani in meno di una Romulea o di un’Almas, squadre che hanno una tradizione storica a Roma e che, pur con alterne vicende, continuano ad avere una prima squadra?
 
– Non pensate che ogni azione che è stata fatta in questi 2 anni non rispecchi assolutamente lo “stile Lodigiani”?