Lodigiani – Futbolclub, finale Torneo Beppe Viola, Ciampino, 21/06/2012

Articolo di Simone – UL’96

Partire per un esilio e tornare, anche se per un solo giorno, nella propria casa con la propria famiglia e con tutto quello a cui si tiene ha un valore particolare. Unico ed inequiparabile. Agli Ultrà Lodigiani negli ultimi anni è successo spesso e personalmente ha sempre lasciato dentro una bella sensazione. Un tuffo nel passato ed una speranza per il futuro. La consapevolezza che c’è ancora chi come te crede in un ideale ormai fuori moda, fuori dai tempi e chi da poco ci si è avvicinato e scopre l’esistenza di persone, nel loro piccolo, del tutto folli ed irrazionali. Non sto qui ad elencare per la centesima volta cosa sono per me gli Ultrà e gli Ultrà Lodigiani soprattutto, ma mi limito a dire che a noi il fato sinora non ha davvero reso giustizia. E come ha detto giustamente oggi Giorgio a fine giornata: ‘succederà che ci sciogliamo ed il giorno dopo riparte la prima squadra’…ça va sans dire!

 
Organizziamo un po’ tutto all’ultimo così la mattina stessa della Finale (che si giocherà presso il campo Superga di Ciampino) ci sono alcuni giri da fare per acquistare bomboletta e carta da striscione. Eh si, perchè ovviamente non vogliamo farci sfuggire la ghiotta opportunità di mettere in evidenza il nostro disappunto (ormai oserei dire atavico) nei confronti di una società rea di aver per l’ennesimo anno lasciato cadere il discorso prima squadra senza la minima voglia di intraprenderlo. Come ai bei tempi pertanto mi scorrazzo in giro per una Roma avvolta da una simpatica calura il bustone con il materiale al suo interno facendo tappa intermedia sul posto di lavoro.
 
Alle 16,30 è già ora di riprendere tutto e scendere giù in fermata dove stranamente un solerte (quanto omaggioso) bus passerà portandomi alla fermata metro di EUR Fermi facilmete violata passando dietro ad un manager pagante. In teoria dovrei prendere il treno delle 17,23 e scendere alla fermata Sassone (uah) che dista all’incirca 1km dal campo, ma grazie alla celeberrima efficienza della Linea B riesco ovviamente a perderlo e così m’imbarco sul primo treno che effettua la fermata di Ciampino, quello delle 17,31. Dire che trabocca di pendolari e  l’aria condizionata non funziona mi sembra alquanto superfluo no? All’altezza di Capannelle una borissima zia (capelli ossigenati e trucco da Pierrot) raggiunge la coda del treno dove sono posizionato. Ovviamente essendo sprovvisto del titolo di viaggio (e quindi dalla parte della ragione) ne approfitto per domandarle se il convoglio fermerà anche a Casabianca (che avevo visto su Google Map essere più vicina al campo rispetto Ciampino), lei annuisce andandosene. Peccato che una volta ripartito dalla stazione ciampinese salti a piè pari suddetta fermata arrestando la propria corsa in quel di Santa Maria delle Mole e provocando un vortice di volgarità e blasfemia da parte del sottoscritto. Fortuna vuole tuttavia che dopo 5 minuti transiti un treno nella direzione opposta che questa volta mi lascia a Casabianca dove il buon Giorgio mi raccoglie portandomi al campo.
 
All’arrivo siamo io, Giorgio e Nikola e dopo un po’ di uniranno altri 3 ragazzi dell’Albalonga. Utilizziamo il parcheggio antistante lo stadio per realizzare lo striscione che così recita: ‘QUESTI RAGAZZI MERITANO GLORIA…PRIMA SQUADRA PER LA NOSTRA STORIA!’. Altra piccola soddisfazione quella di poter fare, anche se nel nostro piccolo, queste semplici attività di stadio che un tempo erano routine. Cerchiamo un posto dove appenderlo ed alla fine optiamo per la rete dietro la porta in maniera che tutta la tribuna possa leggerlo (soprattutto i destinatari principali presenti oggi in un vero e proprio ‘parterre de roi’), da segnalare che causa vento contrario (e come te sbaji…) e scomodità varie sarà non facile impresa quella di farlo reggere senza cedimenti. Impresa alla fine riuscita alla grande dato che quando lasceremo il campo sarà ancora la.
 
A 10 minuti dal fischio iniziale le pezze sono appese e ben in vista mentre noi, posizionati ovviamente nella tribuna in maggioranza occupata dai ‘sostenitori’ del Futbolclub, cominciamo birre alla mano il nostro show canoro. Ma prima c’è spazio per una pacchiana suonata dell’Inno di Mameli che noi, tra il serio ed il faceto, fischiamo invocando il Papa Re ed il Regno di Napoli senza risparmiare qualche frecciatina al buon Garibaldi. Poi finalmente la partita inizia e noi, molto più agevolmente del previsto, si riprende in mano il nostro repertorio canoro tra gli sguardi stupiti e divertiti degli altri spettatori. Non mancano sciarpate fatte con le cinte, trenini al ritmo della Lambada e finti scontri con il Roscio inseguito da Nikola sin dentro gli spogliatoi. Da segnalare un fotografo che ci segnala come il nostro striscione sia ‘messo all’incontrario’ suscitando ovviamente la nostra ilarità. All’intervallo oltre alla musica anni ’60 diffusa dal centro del campo notiamo anche la presenza della prosperosa Serena De Ceglie che, in nome dei sani valori dello sport (come enumerato dagli organizzatori), si presenta praticamente seminuda per premiare questo e quell’altro personaggio. Ovviamente non mancano i cori da parte nostra, tra cui quello di mia invenzione ‘Se vuoi farti caricare siamo qua!’. E’ poi il turno di Simone Farina (il giocatore del Gubbio che durante la passata stagione ha dato il la allo scandalo del calcio scommesse raccontando la propria vicenda personale) il quale inizialmente viene accolto dai nostri sinceri applausi salvo poi trasformarli in cori a favore di Luciano Moggi, delle scommesse e dell’antisportività in generale. Il secondo tempo ricomincia e noi, con un po’ più di fatica, continuiamo a farci sentire con il coro ‘Sembra impossibile, che seguo ancora te…’ che fomenta e non poco! Ritiriamo fuori i cori a rispondere, il repertorio ‘Made in Naples’ e tante altre cose cadute forse nel dimenticatoio. Intanto in campo la situazione non si sblocca e si arriva così al triplice fischio ancora sullo 0-0. Per la sfortuna delle nostre corde vocali ci saranno altri due tempi aggiuntivi.
 
Alla ripresa mostriamo di avere ancora voglia di tifare mentre purtroppo la Lodigiani subisce il gol che si rivelerà decisivo ai fini del risultato finale fomentando i bambini posizionati dietro di noi che d’ora in avanti cominceranno a cantare per i loro parenti o amici in campo. Chiaramente fomentati dalla nostra presenza. L’ultras stimola, c’è poco da fare! Sta di fatto che all’intervallo del primo supplementare va via la luce allungando ancor più i tempi di un match iniziato alle 19,30 ed alle 21,10 non ancora finito (ricordiamo che parliamo di Giovanissimi, con tempi regolamentari da 35′). Il ‘dj’ propone canzoni d’annata come ‘Sapore di Sale’, ‘In Ginocchio da te’, ‘A Saint-Tropez’ etc etc tutte ovviamente cantate con grande goliardia. Sottolineiamo il disagio cantando ‘Quanto costa la bolletta, quanto costa la bolletta?’ ed auto rispondendoci poco dopo ‘La paghiamo noi, la paghiamo noi, la bolletta la paghiamo noi!’. Dopo 20′ circa la partita finalmente riprende e noi diamo tutto quello che ci è rimasto per aiutare i ragazzi in campo. Ma purtroppo non c’è più niente da fare ed il Futbolclub si aggiudica il ‘Beppe Viola’. Tuttavia dispensiamo applausi e ringraziamenti a questi ragazzi che hanno onorato la maglia fino in fondo. Poi giusto il tempo di staccare le pezze, salutarci ed andarcene. Da notare come io, sprovvisto di mezzi privati, avrei dovuto riprendere il treno delle 23,09. Dal momento in cui mi sentivo a dir poco stremato ho fermato la prima macchina in uscita dal parcheggio chiedendo al conducente ‘Scusi se va verso Roma potrebbe darmi un passaggio?’ e ricevendo la risposta affermativa del medesimo il quale si rivelerà un personaggio alquanto losco ed ambiguo. Afferma infatti di lavorare per Rete Oro e di essere in partenza per l’Ucraina nella giornata di domani. Sembra infatti che l’abbiano (ma chi???) invitato alla partita dell’Italia. Oltre a dispensarmi consigli sull’attività di giornalista (del genere: ‘non ti puoi esporre molto come hai fatto oggi’) comincerà letteralmente ad interrogarmi sul modulo di gioco di Zeman e sulle squadre allenate dal boemo. Mah!
 
In conclusione posso dire che è stato un pomeriggio fantastico che però lascia l’amaro in bocca. Sappiamo che si è trattato solo di un episodio sporadico che non avrà seguito ne’ conseguenze molto probabilmente. Tuttavia noi ci speriamo sempre. Ed oggi grazie Ultrà Lodigiani, tutto il resto è noia!
 
Simone – Ultrà Lodigiani 1996

 

Annunci

“Cuore e sudore”:parla Rinaldo Sagramola

Rinaldo Sagramola non è voluto mancare all’evento di Sabato. O meglio, non potendo essere presente fisicamente per i suoi impegni da AD del Palermo Calcio, ci ha mandato un video-messaggio dove parla di Lodigiani tra passato e futuro. Un messaggio di 5 minuti sentito e per nulla scontato, dettato da un grande affetto e sulla riscoperta di una squadra che, molto probabilmente, ha ancora tanto da dire per il futuro. Un grazie al nostro storico dirigente, che per registrare questo video ha trovato il giusto spazio tra i suoi numerosi impegni. Il video doveva essere proiettato durante la mostra ma, causa uno scoppio della scheda video del nostro scrauso pc, abbiamo dovuto adottare questa soluzione.


L'intensa Estate della Lodigiani


Quando un paio di mesi fa abbiamo cominciato a lanciare l’allarme-Longarini sulla Lodigiani, tutto ci potevamo aspettare tranne l’incredibile sequenza di avvenimenti che si stanno rincorrendo fino ad oggi. Sarò franco e sincero, rimarcando del resto ciò che nelle ultime riunioni si è detto: in tutta questa situazione, di ultrà  non si salva davvero niente. Già viviamo in un mondo anti-ultras per definizione, se poi guardiamo ai fatti di casa Lodigiani allora la situazione è davvero disperata: siamo senza squadra un’altra volta, ormai questo gruppo sta diventando noto per passare la maggior parte dei suoi anni senza una squadra al seguito, e ciò lo rende ancora più particolare, tanto nel bene quanto nel male. Ormai tutto ciò che scriviamo va incentrato in un’ottica da tifosi. Da tifosi non potremo di certo mai essere soddisfatti di come la Lodigiani abbia buttato al vento il titolo di Promozione piovutogli dal cielo, però bisogna dire che il ritorno di immagine della nostra squadra è stato notevole.
Cominciamo a parlare di quella che avrebbe dovuto essere, stando ai proclami,  la “Nuova Lodigiani 2011”, e che invece, sempre che vi sia il via libera della FIGC (il Sindaco pare abbia già firmato), si chiamerà “San Basilio Roma”. Da una parte sono  contento per il quartiere tiburtino. In ogni caso si sta garantendo almeno un anno di ribalta calcistica. Va ricordato che il progetto di Spaini – Paoloni – Tulli non era esattamente questo: loro volevano chiamare la nuova squadra nata dalle ceneri dell’Atletico Roma “Lodigiani”; nome poi ripiegato in “Nuova Lodigiani”, per poi battere in ritirata quando hanno capito che non era cosa. Una cosa che sto imparando ultimamente è che la gente NON impara dagli errori passati. Quello che ha fatto la cordata Lodo Petrucci è sembrato più un proclama stile vecchia Cisco che un progetto curato nei dettagli. Quale errore andare da una miriade di giornalisti e politici compiacenti sparando di voler rifare la Lodigiani senza prima premurarsi che il legittimo padrone del marchio sia d’accordo; Malvicini, da un giorno all’altro, si sarà trovato chiamate di giornalisti e altro ciarpame per parlare di un progetto di cui fino a poco prima non aveva mai sentito parlare. Malvicini, a questo punto, ha chiamato a sé i suoi giornalisti, i suoi contatti e gli ha fatto davvero del male fisico: l’articolo di ieri sul Corriere dello Sport è stato quanto di più umiliante si poteva immaginare per la cordata Lodo Petrucci. Anche se non ho digerito assolutamente la porcata fatta con la prima squadra, anche se mi sarebbe piaciuta una Lodigiani in serie D, anche se non condivido minimamente la gestione personalistica di Malvicini del marchio Lodigiani, mi sento dire una cosa: Malvicini ha fatto bene a chiudere una porta a questi signori. La Lodigiani rappresenta una tradizione, una formula e un marchio collaudato, e non può essere oggetto di marketing sportivo-politico. Non si può sparare a zero su giornali quali Messaggero e Corriere dello Sport e testate come passione Calcio e Calcio Laziale solo per “far caciara” e far prevalere la ragione di chi urla di più. Come già scritto, almeno allo stato attuale delle cose, se si vuole prendere la Lodigiani bisogna rispettare dei paletti ben definiti,  e soprattutto bisogna fare i conti con l’oste: quindi, se qualcuno vorrà ricreare la Lodigiani da zero, oltre a conoscerne storia e principi (deve quindi sapere di ciò che si parla), deve andare da Malvicini a capo chino, umiltà e coda fra le gambe, e magari fargli anche un bell’inchino, perché è solo grazie a lui che si parla oggi di Lodigiani, visto che lui la creò nel lontano 1971 (non 1972 che è la matricola federale) e ci permette,  oggi, di parlare di tutte queste cose, nonché di un pezzo notevole della storia calcistica di Roma. Ma poi, dico io, come cazzo si fa ad investire 300.000 € solo di Lodo Petrucci per una serie D, senza contare le altre spese che vengono? Con quelle cifre si acquista una società già collaudata dalla Prima Categoria all’Eccellenza e ci si programma qualche intera stagione; questo spreco di denaro, in tempi di crisi come questa, non potrebbe mai far parte di una tradizione Lodigiani.
Chiaramente, tutte queste sparate, tutto questo chiacchiericcio, tutta questa stampa, tutto questo clamore, hanno fatto da pubblicità al club della Borghesiana in un momento in cui non se la passava veramente bene. Malvicini che riprende la presidenza dopo quasi 30 anni è un fatto storico, nonché un segnale forte che fa capire a tutti che comanda lui. Avrà pure una parte esigua di quote societarie, ma il possesso del marchio, di fatto, gli fa avere il controllo del 99% della situazione. Gli altri azionisti si rassegnassero quindi: come Malvicini dirà “A”, loro dovranno fare “A”. Tuttavia voglio un po’ smorsare l’entusiasmo di questo club, ricordandogli che quello che stanno per fare non è Lodigiani così come non lo era la cordata Lodo Petrucci. Il giorno che vi fonderete con la BSA, qualunque sia la denominazione, la Lodigiani sarà scomparsa. Vantarsi sul proprio sito, per farsi pubblicità, di vittorie ottenute in categorie non agonistiche e in tornei non ufficiali è una caduta di stile notevole, senza contare che si vuole cancellare il fatto che la Lodigiani non ha saputo tenere a sé la prima squadra, perno del “Modello Lodigiani” che al momento non appartiene alla società di via della Capanna Murata. Il fatto che la cordata Petrucci vi abbia fatto pubblicità dovrebbe far riflettere: mai come quest’Estate tutti hanno capito che l’unica terza alternativa calcistica a Roma è la Lodigiani, e anche se quest’anno non se ne è fatto niente, il discorso rimarrà aperto nei prossimi anni. Gli azionisti della Lodigiani (non tutti a dire la verità) possono fare i dirigenti, ma non possono fare i proprietari di una squadra di calcio. Il nostro compito, che ormai è puramente da tifosi e da seguaci della Lodigiani, è di riavere una prima squadra al più presto, e la rifondazione del vero “Modello Lodigiani”.


Un calcio nelle palle

 
Così possiamo definire quello che la dirigenza della quasi scomparsa ASD Lodigiani ha fatto ai suoi tifosi e al suo stesso nome, al marchio, alla storia che vi sta dietro. Ormai della Lodigiani, almeno di quella rifondata nel 2005, non esiste più niente. Quello che ne rimarrà, a livello di giovanili (tra l’altro, pare, solo Allievi e Giovanissimi, neanche la Juniores), sarà solo lo stato di pre-morte di una squadra gloriosa finita nel fango. La prima cosa che andrà fatta è, quindi, il disconoscimento dell’attuale ASD Lodigiani con la storia dell’AS Lodigiani 1972. Non possiamo più permettere a questi cialtroni di appropriarsi illegittimamente di un marchio sul quale hanno gettato merda. Del resto, dire “La Lodigiani non siete voi”, è, a questo punto, una mera formalità, che sarà completata da Longarini la prossima estate quando si procederà alla fusione tra BSA e i cocci della Lodigiani. Sinceramente non so con quale spirito i dirigenti della vecchia guardia rimasti dovrebbero affrontare questa stagione: fossi in loro, avessi una dignità, me ne andrei subito. Sarebbe una maniera pulita per salvare la faccia, evitare future figure di merda e dire “Io con questa roba non c’entro niente”. Ma del resto vi aspettate che qualcuno lo farà? Attenderanno tutti il biscotto del patron Longarini, sperando in qualche incarico e qualche soldino in busta paga da aggiungere al bilancio familiare di fine mese. “Tenemo famija”.
 
Noi Ultrà stavolta ce l’abbiamo messa tutta. Uno sforzo forse tardivo, ma immenso, per evitare la sparizione della nostra squadra. Abbiamo sfruttato sia i canali ufficiali sia quelli più consoni alla tradizione del gruppo, qualcuno ha pure provato ad agganciare degli imprenditori per salvare la baracca. Non è stato lasciato nulla di intentato. Mentre altri procedevano coi loro lucrosi affari, altri, per puro idealismo, cercavano di salvare il salvabile. Il calcio è anche bello per questo, e senza falsa modestia, lasciatemi dire che in questa storia il bello del calcio lo abbiamo rappresentato noi. Tuttavia è innegabile che stavolta abbiamo perso, forse nessuno ha vinto, ma per noi la sconfitta è di quelle che bruciano. Se studiamo la storia della Lodigiani e degli Ultrà Lodigiani, noi non abbiamo mai perso. Solo mani vinte. Contro la cisco, la rifondazione della Lodigiani, il ritorno della prima squadra, persino l’uscire indenni, come gruppo, dalle diffide. Ma stavolta, a parte l’ennesima vittoria morale, forse la più schiacciante, a noi non rimane in mano niente. Senza squadra ma, stavolta, senza spiragli per una futura rifondazione.
 
E’ ovvio che un nome storico come la Lodigiani non può sparire. Non sarebbe coerente col calcio, o meglio, con una certa visione del calcio. La Lodigiani, almeno mi auspico, andrà rifondata. Forse ripartendo da una Terza Categoria, forse in futuro per mano di qualche pazzo che avrà voglia di fare una scommessa impossibile. Quel che è certo è che il futuro, se mai  ci sarà, dovrà essere assolutamente slegato da questi personaggi che ne hanno decretato la morte, e che non hanno mai agito per interesse della Lodigiani e della sua storia. Il nucleo “storico” della Lodigiani, compresi i personaggi più affezionati (o che lo dovevano essere), ha fatto il proprio tempo, ed è ora che si tolga dalle palle perché ha perso e perché ha danneggiato l’immagine della Lodigiani. Dovevano rifondare la Lodigiani ma l’hanno fatta diventare una creatura di carta pesta. Magari per loro Longarini terrà sempre la porta aperta.

 


Rassegna stampa, 12 Luglio 2011


Dal "Corriere dello Sport", pagina 20 edizione Roma & Lazio (clicca sull'articolo per ingrandire)


Dal sito di Passione Calcio

Lodigiani,la storia si ripete
La società ha restituito il titolo di Promozione. In forse anche la Juniores

di Luca Lo Iacono

Chiamatelo deja vù, chiamatelo crimine verso la storia del calcio laziale,ma la sostanza non cambia. La Lodigiani sparisce  dalla cadetteria regionale. Ancora una volta. Quanto paventato dal gruppo degli Ultras che la scorsa settimana avevano inviato una mail dai toni allarmistici sul futuro dello storico club, si è alla fine avverato. Con buona pace della storia, di un nome diventato stile anche nel panorama nazionale, e di tutti i campioni sfornati negli anni. Attriti interni tra il gruppo di maggioranza , ovvero la famiglia Moretti, e lo zoccolo storico composto da Malvicini e Ceci hanno fatto praticamente sparire la Lodigiani dal campionato cadetto. Titolo restituito nel campionato di Promozione, dubbi sulla partecipazione a quello Juniores, e quote societarie che dovrebbero passare al gruppo Longarini che dovrebbe mantere il nome Lodigiani ma puntando esclusivamente sul settore giovanile che avrà come quartier generale "La Borghesiana". Il tutto dovrebbe essere ufficiale entro poche ore. D'altronde ormai la storia ,nel calcio spesso ,è solo un fardello scomodo…

Domande destinate a rimanere senza risposta

 
Maura ha risposto alle domande del Corriere Laziale. Un’intervista poco diplomatica ma che almeno ha raccontato la verità. Ma di domande insolute troppe ne rimangono, io le rivolgo ai nostri dirigenti non nella speranza di una risposta che tanto non arriverà mai, ma per farli se non altro riflettere sulle ultime vicende:
 
– Avendovi quasi tutti conosciuti, e avendo sempre dichiarato il vostro amore per la Lodigiani e, in passato, la vostra avversione per la Cisco, come vi viene in mente di ridare la società, o fondervi, con la squadra della persona che l’ha distrutta?
 
– Si sa, a Longarini poco o nulla è mai importato della Lodigiani, e in questo momento a lui fanno gola le categorie èlite della Lodigiani, che sul campo la BSA non riesce a ottenere (perché loro, in fatto di calcio, la sanno lunga, come recita il loro pannello pubblicitario), nonché l’ottima scuola calcio della Lodigiani. Ma voi ritenete giusto svendere le categorie conquistate sul campo ad una persona che le ottiene solo con i soldi?
 
– Se sin dall’inizio sapevate di non farcela da soli, e di non valorizzare appieno il marchio Lodigiani, perché, nel 2005 non avete creato una squadra con un altro nome, invece di usare un marchio che non si è mai sputtanato e che ha una ferrea tradizione da seguire?
 
– Perché non avete venduto le quote a Moretti quando vi ha fatto la sua proposta? Per 10.000 € in meno da dividere in 5-6? Non credo. C’era già la proposta di Longarini nell’aria?
 
– Visto che qualcuno di voi, nei commenti di un precedente post, ci ha fatto i conti della serva sulla questione della scuola calcio e sui costi che ha, visto che ultimamente vi calate nei panni degli economisti del pallone, non pensate che sia un enorme spreco di denaro non provare neanche a vendere un titolo di Promozione?
 
– Cosa pensate del fatto che Federici ha dato in cambio di un 3% di quote (cioè il nulla) senza nessun ruolo dirigenziale il titolo di Promozione e che oggi quel titolo lo state buttando nel cesso?
 
– Quali erano gli effettivi svantaggi di San Basilio se era stato firmato un contratto di affitto 10+10 per il Francesca Gianni con costi bassi all’inizio e aumentati proporzionalmente anno per anno contro l’affitto da pagare (a Longarini) per un impianto elefantiaco e sperduto come La Borghesiana? Per caso era troppo distante da casa vostra?
 
– Non pensate che la Cisco Lodigiani e una eventuale, se mai ci sarà, BSA Lodigiani, siano la stessa cosa? E che quindi nulla avranno a che vedere con la Lodigiani?
 
– Se Longarini è uno da ringraziare in caso di ingresso nel club (o di fusione con la BSA), come afferma Maura nell’intervista al Corriere Laziale, come mai non iscrive la squadra ad un mero campionato di Promozione Laziale, avendo già gestito squadre dalla serie A alla C?
 
– Perché affermate che pagare i costi dell’impianto della prima squadra alzerebbe i costi di affitto del campo? L’affitto del campo è un costo fisso, il problema risiede solo nel gestire i campi tra le varie squadre.
 
– Pensate che sia davvero così oneroso iscrivere una squadra in Promozione affidandola interamente o quasi a ragazzi giovani che vogliono farsi largo nel calcio?
 
– Cosa ha la Lodigiani in meno di una Romulea o di un’Almas, squadre che hanno una tradizione storica a Roma e che, pur con alterne vicende, continuano ad avere una prima squadra?
 
– Non pensate che ogni azione che è stata fatta in questi 2 anni non rispecchi assolutamente lo “stile Lodigiani”?


Conferme


Il nostro comunicato di ieri ha raggiunto il suo scopo: far parlare dell'attuale situazione della Lodigiani. Ma si è andati ben oltre: Passione Calcio e Corriere Laziale hanno dedicato la loro prima pagina, il Corriere Laziale ha osato di più, dedicando metà della prima pagina a noi e inserendo un bello spazio all'interno. La "chicca" è un'intervista a Maura che conferma tutto il nostro impianto accusatorio, aggiungendo il dubbio che la Lodigiani scompaia più una perla, da incorniciare a caratteri cubitali sotto l'insegna del Park Hotel La Borghesiana: "Se viene Longarini c'è solo da ringraziarlo". Maura conferma l'imminente sparizione della prima squadra "salvo arrivo di benefattori" (chiaro che lui non lo è di certo né tutti gli altri che sono dietro a quest'operazione né quel famoso signore che dovremo addirittura ringraziare e stendergli i tappetini al suo passaggio). Il panorama descritto nel nostro comunicato non era di certo un teorema. Ora speriamo che questo non sia il canto del cigno, e che, smosse le acque, qualcosa di concreto accada.
 

Cliccare sulle immagini per ingrandire