Inaugurazione “Cuore e sudore”

“Cuore e sudore, 40 anni di storia, 15 d’amore

Pronti, partenza, via!

Giornata inaugurale di Sabato 5 Novembre 2011

Detto e ribadito più volte, inutile credere ad una casualità totale delle cose. Se la Fondazione Sandri non ci avesse contattato a Luglio, di cosa parleremmo oggi? Cosa avrebbe fatto il nostro gruppo se non rimuginare sulle stesse cose? Oggi, invece, abbiamo di cui parlare, fermo restando che le conclusioni verranno fatte solo a fine manifestazione.


Parliamo per esempio di ciò che noi abbiamo fatto per preparare questo evento: pur rimarcando lo stress, nonché la mancanza di abitudine, nell’organizzare una rassegna come questa (e meno male che si è svolta in uno spazio non eccessivamente grande o andavamo in tilt), il gruppo ce l’ha messa tutta. E’ stato un lavoro corale, di gruppo nel vero senso della parola, dove più o meno tutti hanno rispettato le consegne prese. Mi scuso io, piuttosto, per aver presentato un video incompleto e non di qualità perfetta, cercherò di rimediare al più presto. In ogni caso, il lavoro preparatorio, svoltosi a dovere, ha fatto si che ci siamo presentati al giorno prestabilito, 5 Novembre 2011, presso la Fondazione Sandri, senza che mancasse veramente nulla, se non delle piccole cose alle quali si è rimediato presso negozi vicini (quant’è cara Prati!) o con brevi sortite fuori dal quartiere.


Nervosismo tanto veramente. Troppa la paura che qualcosa andasse storto, troppa la stanchezza, nonché lo stress accumulato nei giorni precedenti, troppo il timore un fiasco completo. Dalle 10 di mattina, comunque, quasi tutto il gruppo era già al lavoro, prendendosi il suo spazio nella Fondazione, che non finiremo mai di ringraziare, e decidendo cosa mettere e dove, con svariati ripensamenti e prove tecniche di ogni tipo.


Col passare delle ore, e l’avvicinarsi delle 17, è inevitabilmente aumentata la stanchezza con il relativo nervosismo, anche se, già dalle 14, era più che chiaro che quello che doveva esser fatto, sarebbe stato alla fine fatto.
Ore 17:00. Tutto pronto. Le magliette più belle della Lodigiani su dei busti offerti dalla Fondazione, le altre su dei cartoni ritagliati, gli album sistemati con ogni didascalia possibile, la vastissima oggettistica, i capi di abbigliamento più vari (t-shirt del gruppo, berretti, persino una cravatta, per non parlare delle mitiche sciarpe di cui una della stagione 82/3!), letture e gadgets da dare in omaggio, e il nostro striscione “Giustizia per Gabriele” che ci fissava dall’alto della scalinata a chiocciola, dove era stato appeso.


Con grande puntualità sono arrivati i nostri primi ospiti, di cui molti, alla fine, non so neanche chi fossero e perché stavano là. Il primo che ho visto è stato un Tonino Ceci in forma smagliante come non lo avevo mai visto, sorridente che mi / ci porta (il “mi” è a evidenziare che a fine mostra la tengo io) un regalo per la rassegna, ovvero la storica maglia bianca dell’Adidas a strisce fine blu, col vecchio simbolo della Lodigiani, indossata da lui stesso il giorno della promozione della Lodigiani in serie D. Era il 1980. Quasi commosso prendo il regalo e saluto Malvicini, che mi annuncia che sta per arrivare l’ospite (veramente) più inatteso: l’ingegner Lodigiani! Mai visto in quasi 20 anni di Lodigiani, e osservato solo in qualche rara foto di repertorio biancorosso, oggi sarebbe venuto a conoscere gli ultrà della squadra che porta il suo nome. Nell’attesa mi dicono che è arrivato Cristiano Sandri col suo piccolo Gabriele, e a quel punto rientro nell’edificio della Fondazione, senza sapere che da quel momento, per la mole di gente incontrata, non ne sarei più uscito fino a fine mostra.


Fare rappresentanza non è mai stato il mio forte, ma parlare con i più svariati ospiti di Lodigiani mi ha messo subito a mio agio. Poi è arrivato, con suo figlio, l’Ingegner Lodigiani, che con un sorriso smagliante, nonostante qualche acciacco dovuto all’età, ci ha accompagnato per la restante parte del pomeriggio. Mi ha sorpreso la sua voglia di ascoltarci,  la disponibilità, e sinceramente, non ho mai visto una persona che in almeno un’ora di permanenza, non ha smesso un attimo di avere un’espressione allegra e piena di gioia. L’Ingegnere, per me, è sempre stata una figura stranamente estranea al contesto Lodigiani. Una persona immersa nel suo lavoro di costruttore fin quando ha potuto lavorare, l’uomo che gestiva con successo una delle più grandi aziende di costruzioni del mondo, colui che ha dato il suo nome ad una piccola squadra senza prevederne minimamente gli effetti futuri, era lì, a parlare con noi. Mi sono sempre chiesto cosa ne pensava di quella squadra che ha superato di fama un’azienda quasi secolare, del fatto che persino lui, come Lodigiani, oggi, è riconosciuto dai più per la squadra tanto che per l’azienda. Gliel’ho domandato, e dopo avermi ricordato che in questi anni solo una persona lo ricordava più per l’azienda che per la squadra, ha detto che ne era ben contento, ed era sincero. Non mi pare una persona che mente, neanche per diplomazia. Per me la presenza del vero Lodigiani a questa mostra ha rappresentato un cerchio leonardesco, un qualcosa che può chiedere un’epoca ma, forse, aprirne un’altra, un surreale in cui Garcia Marquez avrebbe sguazzato in lungo e in largo, facendo della Lodigiani la sua nuova Macondo e dell’Ingegnere il suo novello José Arcadio Buendía (non avete letto “Cent’anni di solitudine”? Fatelo.).


Poi è arrivato il momento della parte ufficiale, un mio improvvisato discorso, breve il più possibile e finalizzato solo a dei sinceri ringraziamenti alla Fondazione, a Cristiano Sandri, agli ospiti intervenuti e soprattutto al nostro impareggiabile gruppo), nonché la consegna di una nostra simbolica targa a Cristiano, dedicata a Gabriele (targa che riprendeva la frase di un articolo di Simone apparso su “Voce in Capitolo” numero 73). Dopo una replica di Cristiano Sandri (che ringrazio ancora adesso per la sua cordialità e per la benevolenza dimostrata verso di noi), pian piano abbiamo chiuso questa giornata inaugurale, che penso sia stata bella per tutti, o perlomeno me lo auguro.


Dopo un po’ di cazzeggio davanti alla Fondazione ormai chiusa e aver fatto danni in un bar circostante (tanto per non smentire la nostra fama), cena finale da Pizzami a sera inoltrata, con Guidi nostro lieto ospite (arrivato anche nel finale della parte inaugurale alla Fondazione, giusto in tempo per finire tutte le pizzette sul tavolo) assieme a Michele, nostra conoscenza da un po’ di tempo ormai.


Qualche conclusione a fine mostra; intanto, fino al 18, vi invito a visitare il nostro spazio presso la Fondazione Sandri dalle 10 alle 18, dal Lunedì al Sabato.

Ps: causa problemi al computer, non è stato possibile trasmettere l’intervento audio di Rinaldo Sagramola. Provvederemo a breve su questo spazio.


8 commenti on “Inaugurazione “Cuore e sudore””

  1. anonimo ha detto:

    innanzitutto , buone le pizzette e lo spumante , ma insuperabile la grappa di nikola .ragazzi , che bello rivedervi avete organizzato davvero una manifestazione simpatica e ben riuscita.Per una volta vi ho visto ordinati e allineati , cosa assai insolita x il gruppo . il gemellaggio con l' associazione Gabriele Sandri è stata una mossa indovinata che ha contribuito notevolmente alla riuscita della manifestazione.Onore ai presenti che hanno veramente nobilitato l'evento . l' appuntamento da MR. Pizzami è poi un pochino trasceso , ma al termine della giornata ci sta' tutto . Grazie dell'ospitalita' e ricambio l' amicizia e la simpatia che ci lega vicendevolmente. spero che molti altri intervengano a vedere e ricordare quella che x tutti gli sportivi d' italia è stata  la 3° squadra di Roma .

  2. anonimo ha detto:

    ao ma do stanno le foto della mostra??dove e quando saranno reperibili???

    gregge violento

    empoli casual firm

  3. ultralodigiani ha detto:

    a) Non esisti

    b) Gregge mansuetissimo

    c) Empoli non è mai stata casuale (mo te manno da Ottavio e Bacchetta a fare un corso di vera empolesità!)

    d) fanzine forse stasera, foto dopo la riunione (dobbiamo decidere su un paio di cose)

    Un saluto a Marco Guidi. Ma com'è che Pizzami s'è stranito? Ma la birra e le pizze non erano forse illimitate????

  4. anonimo ha detto:

    c'è mancato poco che se magnavamo pure i tavolini , e per la birra resta solo da dire che i bicchieri erano senza fondo . ah,ah, ah, ah, ah, ah,chi mi ha fatto impazzire è la ragazza inglese nel momento in cui mi apprestavo a versare la pepsi-cola nel mio bicchiere gia'mezzo pieno di birra , al grido NO ha messo la mano sopra il bicchiere x evitare di riempirlo , scandalizzata mi ha guardato dicendomi semplicementa : NON SI FA? . troppo forte …è semplicemente MITICA , il fidanzato suo è simpaticissimo nella gestualita' è esilarante ,  le orecchie violacee erano l' espressione di un tasso alcolico OVER , sono una coppia davvero unica ,

  5. anonimo ha detto:

    Ahahahahahahahahah, anche se non ero presente alla cena non faccio fatica ad immaginare le scene! Ahahahahah!

    Pur avendo lasciato la fondazione poco prima dell'arrivo di tutti gli ospiti ho avuto, sino a fine giornata, la testa a Piazza della Libertà. Troppo bello il nostro lavoro corale per non avere un'ottima riuscita. Grazie ancora alla Fondazione ed a tutte le persone accorse per l'occasione.

    Roma non ha dimenticato la Lodigiani. Questa è la vera notizia!

    Simone

  6. anonimo ha detto:

    a simo' , che te sei perso… er roscio pareva l' impalatore ( x come raccontava le sue gesta sessuali ) , e su stefano a 'na certa me sembrava che gli occhi somigliassero a quelli dello scienziato pazzo del film ritorno al futuro , nikola invocava pizze e birra a volonta' , l'inglese pe anda' a piscia' è riuscito a cammina' su un corrimano a rischio de frana' sopra al tavolo pieno de arrosticini , er tarantino e il fiorentino so stati piu' tranquilli , rollavano na svampa e uscivano a fuma' , ma poi in finale me sa che so quelli che hanno retto meglio l'impatto alcoolico, comunque è stata una grande serata , e se la rifate a stretto giro sicuro voglio partecipare molto volentieri , ciao a tutti

  7. anonimo ha detto:

    Siamo ragazzi alcolizzati e mai nessun ci fermerà. Noi saremo sempre qua quando il vino scorrerà, Marco Guidi è il vero capo Ultrà!

    Giorgio Red

  8. anonimo ha detto:

    Ciao fratelli, purtroppo non è stata possibile la nostra presenza questa volta a causa di eventi brutti che non mi và di esporre sul blog e dell'orario impossibile ai turni di lavoro che ci ha massacrato per queste due settimane prima di ritrovarci nuovamente a spasso! spero di rivederci presto vi mando un abbraccio da parte mia e di tutti i ragazzi della curva! Aspettando tempi migliori….ALESSANDRO VIVE! GABRIELE ATTENDE GIUSTIZIA! LA VOSTRA REPRESSIONE NON FERMERA' LA NOSTRA PASSIONE…WARRIORS ALBALONGA ULTRAS! FAINA
    ….LODIGIANI..ALBALONGA…AMICIZIA PROFONDA!!!!!


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