Alla fine solo la storia vince sempre

 
19 Giugno, sfuma il sogno dell’Atletico Roma, niente serie B, passa la Juve Stabia. Non regge più l’alibi che l’Atletico non è più la Cisco, che i Ciaccia hanno cambiato i colori sociali, che hanno rotto un pò col passato (più che altro quello scomodo dell’era-Tulli), e che, si dice, abbiano persino provato a ridare alla squadra il nome Lodigiani. E’vero, l’Atletico non possiamo odiarlo quanto abbiamo odiato la Cisco, può non stare neanche in grande antipatia, eppure, oggi come col Taranto, abbiamo gufato tutti Atletico Roma. Nessuno escluso. E credo sia un dato di fatto che ora stiamo godendo. L’Atletico Roma in serie B. No, sarebbe stato troppo. Perché è la Lodigiani la terza squadra di Roma, perché potevamo, dovevamo stare noi al loro posto, perché loro sullo scudetto si fregiano di quel 1972 che non gli appartiene, perché loro vorrebbero festeggiare i 40 anni di storia. Ma dove e come, se non ne hanno neanche uno, di anno di storia?
 
L’Atletico Roma non è calcio, ma è denaro, potere e politica. Prendiamo la famiglia Ciaccia. Un passato nel Fregene Calcio, anche lungo, e se non sbaglio pure al Maccarese. Imprenditori edili, i fratelli, di un certo rilievo. Ma poi si allargano oltre il litorale di Roma Nord, il lavoro ingrana, arrivano gli agganci giusti, quelli che ti fanno lavorare per davvero, e loro entrano nella società che comanda, quella che conta. E allora non basta più un Fregene Calcio per rappresentarsi, serve di più, serve il salto di qualità anche nel calcio. C’è la Cisco che sta finendo, e allora ecco l’acquisto, con un’idea: cambiargli un nome inglorioso, fare una squadra vincente, e soprattutto, far diventare il Flaminio un salotto della politica che conta. L’Atletico non fa propaganda di proselitismo come la Cisco, ai loro dirigenti basta riempire la tribuna autorità, facendola diventare il settore più caldo dello stadio, chiaramente escluso il settore ospiti quando hanno ammesso i sostenitori non tesserati. Nella tribuna del Flaminio si discute di politica e altri affari, il calcio è solo uno sfondo, un valore aggiunto, anche se la squadra ha il dovere di rappresentare l’immagine vincente dei loro padroni. Una squadra che ha il figlio di Previti come secondo in panchina ricorda molto la squadra libica in cui giocava il figlio di Gheddafi, un’altra situazione, certo, ma i meccanismi sono gli stessi. Nel calcio, come nell’edilizia, come qualsiasi cosa in questo Paese.
 
Una volta, una terza squadra di Roma, in lotta per la B, avrebbe attirato una folla immensa. Per Lodigiani – Salernitana, che peraltro era una semifinale, ci volle l’Olimpico, spettatori romani oscillanti tra i 5000 e i 7000. Non di certo i meno di 500 al Flaminio (ospiti esclusi) col Taranto o i 7-800 di oggi con Stabiesi e gufi vari infiltrati a scrocco in tribuna coperta. Storie diverse, calcio diverso.

Certo, qualche analogia tra la Lodigiani di ieri e l’Atletico Roma c’è. Non c’è dubbio che anche la Lodigiani ha scalato qualche categoria con l’acquisto di un titolo, che anche la Lodigiani ha goduto di agganci potentissimi e di favori, e che rappresentava una grande, grandissima industria italiana, di quelle che oggi mancano e che rimpiangiamo. Il resto è tutto diverso. Il titolo preso dalla Lodigiani poi, era quello della Maiacat, squadra aziendale che aveva già deciso di togliere baracca e burattini. La Lodigiani non era neanche la sola squadra aziendale di allora, ve ne erano tante in Promozione a girone unico (l’attuale Eccellenza, e vincendo si andava in serie D): Tor Sapienza Voxon, Golagomma, Stefer, Sigma Tau, Forgav, Assiroyal, Bancoroma, Acotral, solo per citare quelle che la Lodigiani ha affrontato negli anni del dilettantismo. Perché il dilettantismo di allora non era solo squadre di paese o quartieri, ma veri e propri dopolavori, peraltro ben organizzati a livello sportivo. Ma la Lodigiani, rispetto a quelle squadre, e, soprattutto, rispetto all’Atletico Roma, ha sempre avuto un qualcosa in più: ha avuto la passione di gente competente alle spalle, ha iniziato dal basso, dai tornei aziendali, per poi scalare le categorie, anche se, prima di farlo, ha calcato campacci di terra a non finire. Così come era un campaccio l’allora Francesca Gianni , in terra, tra le campagne. La Lodigiani lo prese in gestione e lo fece diventare il centro che oggi conosciamo. Il quartiere è diventato parte sempre più integrante del progetto, fino a diventare un tutt’uno con la squadra. Passione poi allargata ai quartieri limitrofi e a Roma intera infine. E già dagli anni della Promozione la Lodigiani gettava le basi del “modello Lodigiani”, con un’attenzione totale a tutte le squadre del settore giovanile. Altro che squadra aziendale che campa solo con le rendite dei propri finanziatori. La Lodigiani Costruzioni finanziava, inutile negarlo, e anche grazie a quei soldi, e a quegli agganci, è cresciuta. Ma per il resto ha fatto tutto da sé, combattendo contro realtà altrettanto potenti. Poi anche quando la Lodigiani è entrata nell’Olimpo dei professionisti ha continuato a riempire le tribune non più del Francesca Gianni, ma dello stadio Flaminio. Un idillio assoluto, che ha avuto il culmine nel già citato spareggio del Giugno’94 contro la Salernitana. Poi la Lodigiani ha perso parte del suo pubblico, comunque numeroso in partite di cartello o play out, ha traslocato spesso al Tre Fontane, ha perso parte del suo appeal, ma fino al 2004 a Roma è stata una realtà assoluta, costruita con sforzi devastanti e sacrifici a non finire. E allora cos’è l’Atletico Roma? E’ il nulla, è lo specchio della società di oggi, dove puoi avere tutto se puoi comprare tutto, se hai gli amici nei posti che contano. E’il calcio di chi non ha né radici né tradizione, e di conseguenza, neanche un futuro. E’ un calcio che anche la gente non comprende più. I numeri di spettatori avuti quest’anno dai biancoblu sono stati agghiaccianti, una squadra seconda con 100 spettatori al Flaminio è imbarazzante, così come i play off senza praticamente un seguito, tribuna autorità esclusa, qualche ingenuo, e qualche noto pagliaccione a pagamento. Almeno alla gente questo calcio, sempre più lontano dalla vita di tutti i giorni, non piace.
 
Eppure loro oggi, hanno perso, e forse era naturale così. Avrebbero perso anche salendo in B, con un contesto simile. Perché alla fine è solo la storia a vincere, e quella non piomba dal nulla. Va costruita giorno dopo giorno.
 
L’auspicio è che la Lodigiani si riappropri della sua storia, perché è vera, sana e autentica. Perché in qualche maniera è sopravissuta al ciclone che si è abbattuto su di lei 8 anni fa e ora può guardare al futuro. Sperando che chi la guida abbia un minimo di coscienza di ciò che la Lodigiani è, con la sua incredibile storia. Il calcio ha bisogno di una nuova, vera, favola Lodigiani.


12 commenti on “”

  1. ultralodigiani ha detto:

    Ciofani sul Messaggero: "ora non ce l'abbiamo fatta. Sarà contento qualcuno che ci ha gufato"….mi sono fischiate un pò le orecchie….

  2. anonimo ha detto:

    Ah stè hai ragione, ma penso di dover fare qualche osservazione.
    Quando affermi che l'Atletico Roma non è calcio ma è danaro, potere e politica, ma c'è da dire che non è un fenomeno squisitamente legato all'Atletico Roma, ma si abbina bene a tutte le realtà calcistiche odierne, aimè, Lodigiani compresa.
    Il problema è nella società, nei valori, e nelle motivazioni per cui un soggetto agisce all'interno di una società sportiva.
    Questo per dire che i valori di una volta, pur sempre legati comunque a tornaconti personali, non ci sono più, nemmeno nella Lodigiani, ed è palese, non si può negarlo.
    Ricollegandomi  anche all'punto iniziale del danoro, del potere e della politica, abbiamo l'esempio lampante di Federici, che alla fine per tutti questi tre fattori voleva riprendersi il titolo di presidente.
    Danaro, si, il quale gli sarebbe fruttato – dal nome della squadra e dalle vittorie che, a suo dire sarebbero arrivate,- nel campo immobiliare.
    Potere e politica, si, due aspetti collegati, portando la squadra a Ciampino, e forte dei successi che avrebbe ottenuto si sarebbe candidato a sindaco.
    Chiusa la parentesi Federici in qui troviamo le tre componeti del danaro, potere e politica, apro quella di Moretti.
    Moretti, altro soggetto avido di danaro e di potere, ora se anche di politica non lo so. Il suo obbiettivo era di far entrare il più elevato guadagno a fronte di spese minime (ricorderemo tutti le difficolta in cui il povero,ma bravissimo, Guidi, si è trovato il quale non era messo nemmeno in condizione di lavorare).
    Moretti, colui che si è "fatto" un'azienda di tipo familiare,un grande giocattolone, collocando i suoi parenti a ricoprire diversi incarichi, anche se non gestionali, all'interno della Lodigiani.
    Ecco a fronte di questi esempi concreti e reali, ritengo che il problema è del periodo storico, e che i casi della Cisco prima e, dell'Atletico dopo, a mio dispiacere non siano casi isolati, ma che la realtà storica attuale sia costellata da tali personaggi affamati di danaro, di potere e di legami politici.
    E questo fenomeno è dovunque, appunto anche nella Lodigiani, bisogna essere realisti, scordiamoci le favole fatte di passione di amore e di altro. Ormai chi gira attorno al calcio lo fa solo per tornaconti propri e finché vi sia una reale possibilità. Quando questa viene a mancare ti dicono: "ciao, ciao" e tu stai li ad aspettare il prossimo e poi il prossimo del prossimo e così via, sempre che vi sia un prossimo. E ciò è dimostrato dal fatto che negli ultimi anni siamo stati o senza squadra o, come tutt'ora in bilico di iscrizione.
    E' una tristezza ma per me le cose stanno così.
    Nikola

  3. anonimo ha detto:

    Mi rincuora il commento di Nikola solo alla fine quando dice "ma per me le cose stanno così".
    Non entro nei dettagli del commento, comunque non lo condivido interamente. Mi sorge solo una domanda da farti: Perchè vieni alle riunioni degli Ultrà Lodigiani, visto che sono finalizzate a fare il bene della Lodigiani con tutti i Moretti, con tutti i Federci, con tutti i ladri e con tutti i papponi? Noi serviamo a questo. Se tu non ci credi non venire. Il gruppo se ne farà una ragione anche di questo. E' come per un cattolico che non crede nella comunione con i Santi e continua ad andare a messa e ricevere il corpo di Cristo. Non ha senso.

    Giorgio Red

  4. ultralodigiani ha detto:

    Secondo me regge solo in parte l'analisi di Nikola. Già quando ti sei avvicinato al calcio il pallone girava così. Se poi oggi sappiamo più cose è perché alcuni di noi hanno seguito più da vicino i retroscena della Lodigiani. Purtroppo questo è, prendere o lasciare. Accettando poi l'idea che anche la Lodigiani è così, ci sono differenze fondamentali con l'Atletico Roma: l'Atletico nasce solo ed esclusivamente per quello scopo, senza avere un minimo di storia. Intorno alla Lodigiani , o a qualunque altra squadra storica, potrà girare qualsiasi squallido personaggio, ma la storia, la tradizione, quel che è stato non sarà certo cancellato da solo. E la storia servirà sempre ad affascinare chi verrà dopo.

  5. anonimo ha detto:

    Ah Giò quindi per te un Federici che vuole portare la Lodigiani per suoi  sporchi affari a  Ciampino fregandosene della storia o, un Moretti, che non je ne frega un cazzo della squadra (basta che mette i familiari in società) fanno il bene della squadra??? se per te questo è il bene non so che dirti!

    Per Stefano…io non parlavo assolutamente di storia, infatti a riguardo non ho detto nulla perchè penso che non ci sia nulla da dire, la storia  e i successi della Lodi parlano chiaro! 
    Io mi riferivo a un aspetto gestionale ed economico e ribadisco che tra quello che fa Ciaccia, ovvero a quello a cui pensa, soldi,potere, politica non si differenzia poi così tanto dal progetto che poco tempo fa ci è stato esposto da Federici, anche se magari il progetto di quest'ultimo è più limitato di quello di un Ciaccia. o sbaglio?

    infine concludo, volevo aggiungere al mio post precedente che è proprio questa la ragione ( presidenti/imprenditori che pensano solo ad allargare i loro sporchi affari)perché innumerevoli squadre dalla serie C 1 in giù negli ultimi anni spariscono per poi iscriversi in serie quali promozioni o eccellenze, perchè il loro futuro è legato a quello dei sporchi affari dei loro presidenti.
    per me l'unica soluzione per un calcio pulito e tranquillo, nel senso che non vi siano frasi del genere:"oddio ma se semo iscritti st'anno?", rimane l'azionato popolare, ma per la Lodi è utopia.

  6. ultralodigiani ha detto:

    Troppo, troppo acceso il dibattito e sono stato costretto a fare una cosa che non mi piace: la censura. Se poi avete voglia di far andare troppo in là delle polemiche su cose che neanche ci riguardano troppo, c'è la riunione di domani….

  7. anonimo ha detto:

    Ciao Ragazzi,
    come spesso faccio dando una letta al vostro sito rimango molto dispiaciuto di quanto leggo nei vostri post. Essere etichettato come un “pappone che fa calcio calcio solo per i propri sporchi affari” non e’ esattamente quello che ho fatto… Vi dimenticate forse che se oggi c’e alla lodigiani una prima squadra dovete solo che ringraziare il sottoscritto e che al di la di tutto meriterebbe almeno rispetto. Pertanto con molta delusione vi chiedo di evitare di lasciare commenti offendendo il mio nome!! Per te nikola che sei così amante del calcio pulito perché non fai tu il presidente il prossimo anno? E cmq Io non mi devo dare alla politica… e’ vero che Mi sarebbe piaciuto portare la Lodi a Ciampino E ho fatto anche l’errore di rispettarvi parlando con voi visto che anziché apprezzare chi vi rispetta e vi tiene in considerazione ne parlate male pubblicamente criticando e cosa più grave offendendo. Caro nikola e’ facile parlare e criticare… Un saluto a tutti in particolare a Giorgio e Stefano!

  8. ultralodigiani ha detto:

    Ciao Cristian
    Fermo restando che io avrei giusto evitato di scrivere il tuo nome per un motivo di discrezione, non mi pare che Nikola ti abbia affibiato il termine "pappone", basta rileggere il messaggio, il termine l'ha portato Giorgio per affermare un altro concetto. Detto questo, il blog, serve anche per portare, quelle poche volte che vi si riesce, un dibattito costruttivo. E' ovvio che tu, pur con molto coraggio, non hai avuto vita facile a esporre dei concetti che sono l'antitesi della nostra visione, forse troppo romantica e poco pragmatica del calcio. Dai discorsi sentiti tutto abbiamo evinto (e sentito) fuorché un vero intento animato da amore per la Lodigiani. Questo è innegabile, anche se non vuol dire che a questa squadra non sei legato. E il fatto che tu abbia praticamente regalato un titolo a questi personaggi che veramente non lo meritavano, ti dà il diritto di chiedere di più, nella Lodigiani, nel consiglio di amministrazione, nell'organigramma societario ecc. Io non ho nulla contro il Federici ambizioso che vuole farsi magari anche un pò di pubblicità personale. Che vuole emergere. Ma sono aspramente contro quando per fare ciò si deve arrivare a snaturare una squadra, come per esempio portarla via dalla propria città di appartenenza. Se domani Moretti si alzasse e dicesse "oggi voglio cominciare a fare il bene della Lodigiani", io da tifoso, forse un pò meno da ultrà, lo appoggerei senza fiatare. Ormai che il calcio senza denaro e senza interessi non gira è un dato di fatto. Però il bene della squadra non deve mai venir meno. Magari fosse vero.

  9. ETR500cinecitta ha detto:

    Calcio corrotto, presidenti affaristi, soldi, persone avide… cose che diciamo da anni, ormai quasi decenni. Non mi sembra il caso di sorprendersene ora. A ciò però abbiamo sempre opposto il nostro modo di vivere questo sport, fatto di passione, rispetto per la storia e per le tradizioni. E se dobbiamo partire dal presupposto che 'ormai il calcio è questo' (cosa vera eh, sia ben chiaro) è meglio lasciar perdere tutto. Ma almeno per noi, nati alla fine degli anni '80, il calcio è sempre stato questo.

    Per quanto riguarda il discorso Federici, personalmente penso che i panni sporchi si lavano in casa e questo argomento era sicuramente meglio affrontarlo in riunione evitando di esasperare gli animi in questa maniera. Anche io come Stefano non ho nulla contro Federici e, come ho sempre detto, gli riconosco il merito di aver riportato la Lodigiani a disputare un campionato professionistico. Tutti hanno i loro interessi nella vita, ed era ovvio che il Federici imprenditore volesse e potesse usare il calcio anche come vetrina per le sue attività, ma onestamente sin qua non ci vedo nulla di male. Quello che non mi è piaciuto è stato tutto il discorso 'Ciampino' che, appunto, anche per me rappresenta l'antitesi che ho di vedere il calcio. Degli intrighi politici poi mi interessa relativamente. Fatemi il nome di un presidente di calcio che non ne ha? Dai ragazzi, non facciamo quelli scesi dalla montagna del sapone… A me quello che faceva avvelenare era il discorso di snaturare la Lodigiani e le sue tradizioni. Tutto il resto sono cazzi che non mi riguardano ed il giorno che me ne vorrò interessare probabilmente seguirò un altro sport. Si deve decidere se essere ultras, o tutto al più tifosi, oppure essere moralizzatori sempre e comunque. Per me va bene anche quest'ultima opzione ma è incompatibile con la prima.

    UN, DUE, TRE…TENG' O SANG GIALLOBLE'!

  10. anonimo ha detto:

    Il mio commente teneva solo a precisare e a contraddire Stefano sul fatto lui criticava ai Ciaccia il fatto di pensare ai soldi,al potere e alla politica come se la lodigiani ne fosse estranea.
    sia chiaro cito la lodigiani perchè noi tifiamo la lodigiani.Se seguivamo la squadra X avrei citato la squadra X .
    Purtroppo è così è una situazione diffusa e noi che sono anni che combattiamo per l'esistenza o la stabilità della prima squadra lo sappiamo bene. Ecco io critico questo modo di fare i presidenti che pensano solo da un lato imprenditoriale accantonando del tutto un minimo di passione.
    Volevo pure rispondere a Cristian,in primis che io  non ti ho dato del pappone, e in secundis che se avessi le risorse quali quelle che hai te o un Moretti,lo farei molto volentieri.E anche io ovviamente ti sono grato che hai riportato la prima squadra, è una cosa che non si può ovviamente dimenticare, però aggiungo che non si può nememno vivere continuamente nel passato e le tue intenzioni presenti non erano rivolte, dal mio semplice punto di vista, al bene della Lodigiani, ed è per questo che ti ho criticato e penso che devi anche accettare le critiche.
    Ma nessuno ti può negare quello che hai fatto per la Lodigiani sia chiaro, anche se bisogna guardare al presente.
    Nikola

  11. anonimo ha detto:

    Insomma l'unico commento censurato mi sembra il mio… UL = gurdie rosse!

    Pur'ie tengh o sanghe gialloblè!

    Giorgio Red

    Avanti Savoia!

  12. ultralodigiani ha detto:

    Tranquillo, tra te e Nikola segno X


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